domenica 31 ottobre 2010

UNA LAVAGNA DI AUGURI





A casa del mio amico Francesco ho scoperto questa meraviglia... da li ad acquistare la vernice magnetica e quella effetto lavagna è stato un attimo... quale miglior regalo per la mia Bianca che qualche settimana fa ha compiuto 2 anni?!?!?






Dimenticavo... Francesco l'ha messa (non so per quale oscuro motivo) in bagno... dice che disegnare mentre espleta le sue funzioni lo rilassa... io l'ho dipinta in cameretta anche se dovrebbe stare bene anche in cucina!!!  


sabato 30 ottobre 2010

L'ANGOLO DI FABIENNE



















"L'industria nucleare per sopravvivere è oggi pronta a tutto, anche a vendere la sua tecnologia ai regimi dittatoriali del pianeta. Non esita neanche a trasformare la Francia in una vera pattumiera del nucleare. Dopo i giapponesi, tedeschi, spagnoli, belgi, olandesi, australiani e svizzeri, ecco che farà finta di gestire le 235 tonnellate di rifiuti nucleari italiani in scambio della partecipazione del 12,5% di Enel, l'elettricista italiano, al finanziamento dell'EPR."


Questo è ciò che spiega Yannick Rousselet, incaricato di campagna energia a Greenpeace.

Dopo l'incidente di Tchernobyl, l'Italia decide l'abbandono dell'energia nucleare con il referendum del 1987 e si ritrova con la pesante eredità dei rifiuti nucleari da gestire. Di fronte all'opposizione, per referendum, della popolazione ai progetti di sito di stoccaggio di questi rifiuti radioattivi, il Governo italiano decide di esportarli all'estero e più esattamente in Francia.

Il 9 maggio 2007, Anne Lauvergeon, Presidente del "Directoire di AREVA", e Massimo Romano, Amministratore Delegato della SOGIN (Società di gestione delle installazioni nucleari italiane) firmano un contratto di più di 250 milioni di Euro, portante sul trattamento delle 235 tonnellate di combustibili nucleari irradiati. Perchè l'Italia non disponendo di nessuna prospettiva di utilizzazione dell'uranio o del plutonio generato dalla rilavorazione le darà alla Francia. Che cosa diventeranno le centinaia di tonnellate di scarti prodotti da queste operazioni a La Hague?

Parallelamente alla firma di questo contratto di trattamento, Enel, l'elettricista italiano produttore dei rifiuti nucleari, annuncia la sua partecipazione del 12,5% nella centrale EPR di Flamanville-3, secondo i termini di un accordo firmato, venerdì 30 novembre, in occasione della conferenza franco-italiana di Nizza. EDF precisa che il suo concorrente italiano beneficerà dunque di un accesso all'elettricità prodotta proporzionalmente al suo investimento.

"L'Italia ha deciso democraticamente di non più avere ricorso al nucleare ma l'industria non ne tiene conto ed investe in questa energia all'estero. E' purtroppo un diniego di democrazia molto frequente appena si tratta del nucleare. Ricordiamo il no-dibattito sull'EPR in Francia, dove l'industria si è nascosta dietro il segreto difesa o industriale per rispondere alle domande legittime dei cittadini. "Il nucleare non potrebbe sopravvivere ad un funzionamento democratico o all'obbligo di una vera trasparenza." aggiunge il rappresentante di Greenpeace.


http://www.greenpeace.org/france/groupes-locaux/grenoble/8-septembre-2008-chambery


tradotto per noi da Fabienne Melmi.

venerdì 29 ottobre 2010

THE END

Si conclude oggi il MESE DEL PANE.

Secondo me, il modo migliore per farlo è con un film ed un libro.

JULIE & JULIA




Un film dell'anno scorso tratto da una storia vera, un film che parla di cucina e di un blog. Una straordinaria Meryl Streep vi farà innamorare della cucina francese!!! Gustatevelo!!!

... Tu sei il burro sul mio pane e il pane della mia vita ...


IL RISTORANTE DELL'AMORE RITROVATO





Una giovane autrice giapponese, un libro delicato e gentile, un libro dove il cucinare con amore è quasi una formula magica. Un libro che vi farà conoscere meglio gli i piatti tipici del Giapponesi. Leggetelo!!!


"Era senza dubbio un lavoro molto faticoso, ma fare il pane con le mie mani era una delle cose che amavo di più e perciò non mi costava tanto. Oltretutto mi aiutava a scandire meglio il ritmo delle mie giornate".

giovedì 28 ottobre 2010

IL PANE E I BLOGGERS

Oggi ho il grande onore di ospitare nel mio blog DENISE, una artista brasialiana!

Sono Denise, abito a Sao Paulo, sono nipote di italiani e mi sono laureata presso la Facoltà di Belle Arti in Educazione Artistica e una laurea in pittura. Ho insegnato e lavorato con il disegno tessile, nella pubblicità e nella decorazione. Ora lavoro come illustratrice freelance. Come Toro ascendente Vergine, io sono una perfezionista molto esigente con me stessa. Provo sempre a mettere un poco d'arte in tutto quello che faccio... o almeno ci provo.

Quello che ho fatto per Chiara è un "disegno digitale" di un delizioso pane in una tovaglia a scacchi.






Un caldo ringraziamento va questa poliedrica artista che con il suo contributo ha dato un tocco d'importanza al PANE D'OTTOBRE.... grazie...


mercoledì 27 ottobre 2010

IL PANE E I BLOGGERS

Oggi ospite di Biancheggiando è ROSARIA che ha preparato per noi una succulenta ricetta dolce.... pronti a prendere appunti?!?! Lascio la parola a Rosaria.


Il mio blog è nato per gioco, l'ho impostato come un almanacco perchè sono molto curiosa, leggo molto e mi piace "donare" agli altri le mie "curiosità". Mi serve anche per seguire le mie figlie che abitano lontano. Le ricette che pubblico le ho provate quasi tutte, quella che ho mandato a Chiara la facevo spesso quando avevo le ragazze ancora piccole perchè è un'ottima colazione o merenda. Mi piace molto la vita di famiglia, mi piacciono tutti i lavori "fanteschi" come li definisce mio marito. Ti saluto affettuosamente

Torta di pane

Ingredienti: 300 gr di pane raffermo 1 uovo 1 litro di latte caldo 200 gr di zucchero 1 cucchiaio di cacao 1 bicchierino di grappa 200 gr di uvetta 50 gr di frutta secca (noci, nocciole, mandorle, pinoli) 1 bustina di vaniglina poco burro



















 





Ammollare il pane raffermo nel latte fino a quando non diventa morbido; occorreranno una ventina di minuti. Qualora il latte non ricopra tutto il pane, abbiate l'accortezza di mescolarlo ogni tanto per permettere a tutto il pane di assorbire il latte ed ammorbidirsi. Lavorarlo energicamente (se si preferisce si può frullare o passare per avere un composto più omogeneo). Mettere l'uvetta a mollo nel liquore. Aggiungere lo zucchero, l'uovo, l'uvetta con il liquore, la vaniglia e la frutta secca spezzettata. Mescolare accuratamente.
Imburrare e cospargere di pangrattato uno stampo del diametro di 24-26 cm. e versarvi il composto, pareggiandolo con il dorso del cucchiaio. Cospargere la superficie di zucchero di canna e ultimare con qualche fiocchetto di burro. Infornare a 180° per 45 minuti circa, fino a doratura della superficie. Fate la prova stecchino: l'interno deve essere umido ma non bagnato.
Una volta raffreddata togliere dallo stampo.


Grazie Rosaria, per il tempo che mi hai dedicato, per la tua gentilezza e per la serenità che trasmetti. A presto. 

martedì 26 ottobre 2010

IL PANE E I BLOGGERS

L'ospite di oggi è LAURA.

Laura e il suo blog,
Laura e le sue fotografie,
Laura e il suo occhio critico,
Laura e la sua dolcezza,
Laura e la sua spontaneità,
Laura e il suo modo di vedere il pane...

Che dire di me? Tra le tante passioni la fotografia, il cinema, la buona musica possibilmente quella che inizia per B di Baglioni. Mi definisco ormai un essere umano appartenente a questo mondo, che di questo mondo ha ben poco. Ma così è.... se vi pare. Il mio blog? L'ho chiamato "SE FOTOGRAFANDO" in quanto.... se fotografando vedi un piccolo scorcio lo fermi con uno statto e magari ti viene in mente anche una frase, una citazione, una poesia. Se fotografando viaggi e scopri paesaggi nuovi li imprimi nella tua mente sempre con quello scatto che rende tutto speciale. Se fotografando sono io, il mio mondo, il modo di vedere le cose.



Grazie Chiara, per avermi fatto partecipare al tuo interessantissimo blog.

Grazie a te Laura per averci dato la tua versione del pane!!!


lunedì 25 ottobre 2010

IL PANE E I BLOGGERS

Il mese sta volgendo al termine e con esso finisce la mia rubrica giornaliera dedicata al pane, spero di cuore sia stata interessante soddisfacendo almeno in parte alcune vostre curiosità! Manca però ancora una settimana e ho ancora tante cose in serbo per voi. Anzi ora sarete proprio VOI i protagonisti!!!

Oggi sono onorata di ospitare nel mio blog DONATELLA. Donatella e la sua intelligenza, la sua sensibilità, la sua velata allegria. Donatella e la sua ricetta che ha voluto preparare per me e per VOI, lettori di Biancheggiando. Una ricetta davvero gustosa che sono sicura vi farà leccare i baffi al solo leggerla!!! Ora la parola a Donatella!!!

"Il pane è uno degli alimenti piu' versatili, nel senso che puo' comparire sulle nostre tavole a colazione, pranzo, cena, per uno spuntino dolce o salato...
Ho scelto di aderire all'iniziativa di Chiara realizzando una fotoricetta, tratta da una raccolta chiamata "Cucinare con fantasia".
Mi è piaciuta perche' puo' costituire una buona alternativa per una merenda genuina.
Pubblico le foto scattate step by step durante la preparazione del dolce.


PANE AL MIELE CON LE PRUGNE


Ingredienti:
200 gr di prugne secche denocciolate250 gr di miele250 gr di farina+ altri 20 gr per infarinare le prugneuna bustina di lievito per dolciburro+pangrattato
Tagliare le prugne in piccoli pezzetti


Infarinarle in modo da impedire che si depositino sul fondo del pane.


Versare il miele in una casseruola e farlo riscaldare a fiamma bassa, senza pero' portarlo ad ebollizione


Una volta caldo, metterlo in una ciotola e versarci sopra la farina, mescolando; si formera' un impasto piuttosto consistente


Aggiungere infine il lievito e le prugne, mescolando con cura affinche' si distribuiscano uniformemente in tutto l'impasto


Imburrare ed infarinare uno stampo da plumcake; al posto della farina io uso il pangrattato, che ha un potere maggiore di impedire all'impasto di attaccarsi alle pareti dello stampo. Versarvi l'impasto ottenuto.


Infornare a 180 gradi per un'ora e mezza.



Buona merenda!!!
Donatella.

Grazie di cuore Donatella, la tua ricetta vale per me più di mille parole, grazie.


domenica 24 ottobre 2010

L'ANGOLO DI FABIENNE
















Nel 2008, la Rete "Sortir du nucléaire" ha lanciato una prima campagna nazionale sulla tematica del cambiamento climatico e spiegando che il ricorso al nucleare non può essere in nessun caso una soluzione. Questa campagna è stata ripresa nel 2009 in occasione delle elezioni europee e ha proseguito all'autunno di questo stesso anno, acquisendo un carattere internazionale in occasione del summit di Copenaghen sul clima in dicembre.


Don't nuke the climate - Né nucleare né effetto serra


Clima: che cosa dicono gli scienziati?


Secondo la comunità scientifica internazionale, il rialzo della temperatura media del globo deve essere mantenuto sotto i +2°C per evitare gli effetti più catastrofici del cambiamento climatico. A questo scopo, bisogna ridurre le emissioni mondiali di gas ad effetto serra di almeno l' 80% di qui al 2050, rispetto al 1990. In quanto ai paesi industrializzati, primi emittenti di gas ad effetto serra, dovranno avere ridotto già le loro emissioni del 40% fin dal 2020! [1]


Una tecnologia "fuori tema " ed inefficace


il 75% delle emissioni mondiali di gas ad effetto serra provengono da settori senza nessun legame con la produzione di elettricità, o per i quali ricorrere all'elettricità è di un pessimo rendimento: agricoltura, azienda forestale, procedimenti industriali, trasporto, riscaldamento, ecc. [2]. Il nucleare è dunque fuori tema!

La sua capacità a ridurre il 25% di emissioni restanti è estremamente mediocre. Lungi dall' essere antinucleare, l'Agenzia Internazionale dell'Energia incoraggia contro ogni ragione la crescita continua della consumazione di energia. Calcola tuttavia che il contributo del nucleare alla riduzione delle emissioni di CO2 sarebbe di appena il 6% per un costo di almeno 1 000 miliardi di euro... contro il 54% per le economie di energia ed il 21% per le energie rinnovabili, ad un costo molto inferiore! [3]

Poiché occorre circa 10 anni per costruire un solo reattore, questa riduzione irrisoria ed ipotetica comincerebbe solamente dopo il 2020, dunque troppo tardi.



Sì, il nucleare emette dei gas ad effetto serra!

La trafila nucleare emette delle quantità non trascurabili di gas ad effetto serra, legate al ciclo di vita dei reattori (costruzione, smantellamento...) e del loro combustibile (estrazione, trasporto, rilavorazione...). Ma soprattutto, contrariamente ad altre tecnologie, il nucleare non permette di ricuperare il calore liberato al momento della produzione di elettricità. Dunque impone di produrre dell'energia supplementare per i nostri bisogni in calore . Produrre elettricità e calore in co-generazione permette di emettere 7 volte meno gas ad effetto serra di un sistema energetico nuclearizzato! [4]


Il nucleare: caro… e controproducente!


Per un euro investito, l'efficacia energetica e certe energie rinnovabili sono fino a 11 volte più redditizio che il nucleare per ridurre i gas ad effetto serra! [5] Ora la tecnologia nucleare è un vero baratro finanziario. Difatti, impaccia lo sviluppo veloce e massiccio delle vere soluzioni contro il cambiamento climatico.

Difatti, il nucleare esige degli investimenti considerevoli in materia di infrastrutture e monopolizza delle enormi sovvenzioni pubbliche di cui i 2/3 dei bilanci di ricerca europei sull'energia. [6] Dal 1974, i paesi dell'OCSE hanno dedicato ufficialmente al nucleare 55% dei loro bilanci di ricerca sull'energia, o 250 miliardi di dollari. [7] i costi futuri dello smantellamento delle installazioni nucleari e della gestione dei rifiuti radioattivi si codificheranno in centinaia di miliardi di euro.



Dalle centrali vulnerabili al cambiamento climatico

Più fa caldo, meno operativi sono i reattori nucleari : 1/4 del parco nucleare francese ha dovuto essere chiuso nel 2003 a causa della canicola estiva! Inoltre, il nucleare consuma 25 000 volte più di acqua per kWh prodotto che le energie eolica e solare. [8] gli avvenimenti climatici estremi (tempeste, inondazioni...) di cui la frequenza aumenta, aumentano i rischi di incidenti. Così, nel 1999, la centrale nucleare francese del Blayais che è sita vicino a Bordeaux, ha sfiorato la catastrofe a causa di un'inondazione, e la città ha rischiato di essere evacuata. [9] Inondata dallo tsunami del 26 dicembre 2004, la centrale indiana di Kalpakkam è stata chiusa in emergenza. 15 000 famiglie sarebbero state evacuate l'indomani per misure di precauzione. Dei livelli di radioattività inquietanti sono stati misurati 2 mesi più tardi in una zona di 20 km alla ronda. [10]




Un'industria inquinante e pericolosa

In funzionamento normale, la trafila nucleare inquina le acque ed i suoli, particolarmente al momento dell'estrazione mineraria dell'uranio. Rigetta continuamente della radioattività nell'ambiente naturale. Un studio scientifico tedesco ha messo in evidenza un aumento del 117% delle leucemie infantili fino a 5 km di certe centrali. [11] L' ufficialissima Commissione Internazionale di Protezione Radiologica afferma lei stessa che "ogni dose d'irraggiamento comporta un rischio cancerogeno e genetico". [12] Un incidente maggiore, sempre possibile, contaminerebbe dei vasti territori per migliaia di anni, ed non esiste nessuna soluzione per gestire i rifiuti nucleari. Infine, la moltiplicazione dei reattori nucleari favorisce la proliferazione dell'arma atomica.


Creare più posti di lavoro con altre energie

In meno di 10 anni, la Germania ha creato quasi 300 000 posti di lavoro nelle energie rinnovabili [13]. Questo settore ancora emergente occupava già 2,3 milioni di persone nel mondo nel 2008. I paesi industrializzati non sono gli unici a beneficiarne, e certi sviluppano dei programmi di energia solare tra i più dinamici al mondo. Così, 100 000 tetti fotovoltaici sono stati installati in alcuni anni nel Bangladesh, e questa trafila potrebbe creare 100 000 impieghi nel paese di qui al 2015. [14] A investimento uguale, le economie di energia e le energie rinnovabili creano 15 volte più posti di lavoro che il nucleare! [15]


Le vere soluzioni esistono, utilizziamoli!

Numerose misure pertinenti devono essere messe in pratica in materia di politica energetica (efficacia energetica, economie di energia, sviluppo delle energie rinnovabili…), ma anche negli altri settori: lotta contro la deforestazione, transizione verso un'agricoltura duratura, rilocalizzazione delle attività economiche,… Senza dimenticare la riduzione delle emissioni di metano, un gas che riscalda 49 volte più del CO2 . Il suo recupero nelle discariche francesi permetterebbe di evitare molto più gas ad effetto serra che la costruzione di 3 reattori EPR! [16]
Numerosi studi [17] hanno dimostrato che le alternative energetiche già disponibili permetterebbero al tempo stesso di lottare efficacemente contro il cambiamento climatico e di fare totalmente a meno dell'elettricità nucleare… che rappresenta oggi solo il 2,4% dell'energia consumata nel mondo! [18]




Note
[1] GIEC (Raggruppamento di periti Intergovernativo sull'evoluzione del Clima), Quarto Rapporto, 2007.

[2] Climate Analysis Indicators Tool (CAIT), versione 4.0, World Risorse Institute, 2007,; citato in Rete Azione Clima ed alii, "Faccia alla minaccia climatica, l'illusione del nucleare", 2007, p.17.

[3] agenzia Internazionale dell'energia, "Energy technology perspectives 2008, Scenarios and strategies to 2050", 2008,; citato in I quaderni di Global Chance n°25, "Nucleare,: la grande illusione", 2008, p.17.

[4] paragone tra un sistema energetico che utilizza congiuntamente da una parte il nucleare ed il riscaldamento alla nafta, ed un sistema di co-generazione di elettricità e di calore in centrali al biogaz di altra parte. Öko-institut, "Comparison of Greenhouse Gas Emissions and Abatement Cost of Nuclear and Alternative Energy Options from a Life-cycle Perspective"., 2006, p.5-6,; Mycle Schneider, "Sì, il nucleare emette dei gas ad effetto serra! ", rivista L'ecologiste, Vol.1 n°2, 2000, p.58-59.

[5] Rocky Moutain Institute, "The Nuclear Illusion", 2008, p.19.

[6] dati sintetizzati per la Rete "Sortir du nucléaire" a partire da parecchie fonti di cui le principali sono: Greenpeace, rapporto "Invest in a Clean Energy Future", 2005, particolarmente p.10; Gruppo dei Verdi al Parlamento europeo, "Futuro Nuclear and Energy Research under the FP7s", 2006,; i testi regolamentari dei Programmi-quadri della ricerca europea, consultabili sulla Gazzetta ufficiale dell'unione europea.

[7] ministero federale tedesco dell'ambiente naturale, Bundesministerium für Umwelt, "The World Nuclear Industry Status Riporto 2009", 2009, p.74. Estrapolazione agli anni 2008 e 2009 dei dati sul periodo 1998-2007.

[8] CERES/Pacific Institute, "Water scarcity and climate change: growing risks for businesses and investors", 2009, p.9 e p.26.

[9] conversazione di Yann Arthus-Bertrand con Alain Juppé, sindaco di Bordeaux ed ex-primo ministro, riportata su Francie-inter, emissione Le Zapping di Francie-inter, 30 maggio 2009.

[10] VT Padmanabhan e NP Nakul, "Radiation Monitoring around Madras Atomic Power Station", 2005.

[11] ufficio federale tedesco di protezione contro le radiazioni, Bundesamt für Strahlenschutz, / Università di Magonza, "Epidemiologische Studie zu Kinderkrebs in der Umgebung von Kernkraftwerken (KiKK-Studie) ", 2007.

[12] commissione Internazionale di Protezione Radiologica, "Recommendations of the International Commission on Radiological Protezione, ICRP 60", 1990, Pergamon Press 1991.

[13] ministero federale tedesco dell'ambiente naturale, Bundesministerium für Umwelt, "Gross Employment from Renewable Energy in Germany in the Year 2008 - a first estimate", 2009,

[14] Worldwatch Institute, Micheal Renner, "Jobs in Renewable Energy Expanding", 2008.

[15] i Sette Venti del Cotentin, "Una corrente alternativa per il Grande Ovest-Quali alternative al reattore EPR"?, 2006.

[16] i quaderni di Global Chance n°24, "Da Grenelle a Bali,: avanzate, incertezze, contraddizioni e prospettive", 2008, p.47 e p.55. si parla qui di "potere di riscaldamento globale" (PRG) del metano (CH4). Il PRG indica il contributo relativo al riscaldamento del pianeta, durante un periodo determinato, di un'emissione puntuale in inizio di periodo di un kg di un gas ad effetto serra particolare, per paragone col contributo sullo stesso periodo di un'emissione puntuale di un kg di CO2. Come la durata di vita del metano nell'atmosfera è corta, dell'ordine di 12 anni, rispetto a quella del CO2, il PRG del metano varia in modo importante col periodo di tempo scelto. Per valutare l'influenza di un'emissione di CH4 ad un orizzonte dato (2020; 2050; 2100, per paragone col CO2, è necessario tenere conto dello scarto tra gli anni di emissione e l'anno orizzonte poiché il coefficiente di equivalenza, il PRG, vari velocemente in funzione del periodo di tempo scelto. Così, il PRG del metano è di 49 all'orizzonte 2050 per le emissioni generate nel 2010, questo vale a dire domani… Ciò significa che l'emissione puntuale di 1 tonnellata di CH4 nel 2010 avrà, all'orizzonte 2050, un'influenza sul clima equivalente a quella di un'emissione puntuale di 49 t di CO2 nel 2010.

[17] svolta-energia, "Energies d'avenir in Nord Pas de Calais-Quali soluzioni all'irregolarità climatica", 2008,; Greenpeace/EREC, "Energy, R)evolution-a sustainable global energy outlook", 2008,; Rete "Sortir du nucléaire", "Nucleare,: come uscirne? -Studio su delle uscite del nucleare in 5 o 10 anni", 2007,; Institute for Energy and Environmental Research, "Carbon-free and Nuclear-free: a Roadmap for U.S Energy Policy" (riassunto in francese), 2007; I 7 Venti del Cotentin, "Una corrente alternativa per il Grande Ovest-Quali alternative al reattore EPR"?, 2006; Négawatt (2006),…

[18] i quaderni di Global Chance n°25, "Nucleare, la grande illusione", 2008, p.10,


http://www.sortirdunucleaire.org/index.php?menu=sinformer&sousmenu=themas&soussousmenu=climat&page=index

sabato 23 ottobre 2010

IL PANE D'ITALIA

SARDEGNA























PANE CARASAU
, nato dalla necessità di mantenere gusto e fragranza per mesi, il pane Carasau, chiamato anche "carta da musica", è formato da sfoglie circolari molto sottili, che i pastori accompagnavno al formaggio di pecora o capra, si può gustare anche nella variante Guttiau, condita con olio d'oliva e sale e dorata nuovamente in forno. Con il pane Carasau si preparano piatti squisiti come il "pane frattau" composto di strati di sfoglia di pane imbevuti nel brodo, alternati a sugo di pomodoro, formaggio pecorino grattugiato e uova in camicia cotte nel brodo.



SICILIA















PANE FORTE
, questo pane è ottenuto con farina di grano tenero, lievito naturale e sesamo. Le pagnotte raggiungono il peso di circa 100 gr. l'una.



CURIOSITA'

Se non fosse perchè i tuoi occhi
hanno color di luna,
di giorno con argilla, con lavoro,
con fuoco, e tieni imprigionata l'agilità dell'aria, se non fosse
perchè sei una settimana
d'ambra,
se non fosse perchè sei il
momento giallo in cui l'autunno
sale su pei rampicanti e anche sei
il pane che la luna fragrante
elabora passeggiando la sua
farina pel cielo, oh, adorata,
io non t'amerei!

Nel tuo abbraccio io abbraccio
ciò che esiste, l'arena, il tempo,
l'albero della pioggia,
e tutto vive perchè io viva:
senz'andare si lungi posso vedere
tutto: vedo nella tua vita tutto ciò
che vive.

Pablo Neruda.

venerdì 22 ottobre 2010

SE IL PANE AVANZA

BUDINO DI PANE














Per 250 gr. di pangrattato occorrono mezzo bicchiere di latte, 150 gr. di burro, 100 gr. di zucchero, 3 uova, la scorza di 1 limone. Lasciate ammorbidire il pane grattugiato dentro al latte per 10 minuti. Intanto lavorate il burro con un cucchiaio di legno facendolo diventare una crema. Aggiungere quindi i tuorli delle uova, lo zucchero, il pangrattato, la scorza di limone. Infine montare a neve l'albume e aggiungetelo poco per volta mescolando. Il composto così ottenuto va travasato in uno stampo da budino, precedentemente unto con del burro e messo in cottura a bagnomaria per circa 45 minuti.



DOLCE DI PANE













Oltre al pane raffermo servono 1 uovo, un po' di latte, due cucchiai di zucchero e frutta a piacere. disporre il pane spezzettato in una terrina, riscaldate il latte e versatelo sul pane, mescolate, aggiungete l'uovo e i due cucchiai di zucchero e infine la frutta tagliata in piccoli pezzi. Amalgamare tutto con un cucchiaio di legno e versare il composto in una teglia. Infine infornare a 170° per circa 30 minuti. Servire a temperatura ambiente.

giovedì 21 ottobre 2010

IL PANE NEI DETTI POPOLARI















Pan bollito in un salto l'hai smaltito.
Pane di un giorno e vino di un anno.
Pane e acqua vita da gatta, acqua e pane vita da cane.
Pan di grano saltami in mano.
Pan di buon grano il dottore sta lontano.
Pan di grano sta poco in mano, pane di mistura invece dura.
Pan di miglio non vuole consiglio.
Pane e panni buoni compagni.
Pane di marito pane ardito.
Pane di sudore ha gran sapore.
Pane e vino fan bello il bambino.
Pane e formaggio è buono foraggio.
Pane e noci è mangiar da sposi.
Pane nel sacco è meglio di piuma sul cappello.
Pane, cacio e pere: cibo da cavaliere.
Ogni domani porta il pane.
Chi ha pane e vino sta meglio del vicino.
Credenza senza pane, cantina senza vino.
Col pane tutti i guai son dolci.
Salute al contadino che mangia pane e beve vino.
Buono il pane saporito che ridesta l'appetito.
Se spartisci il pane vai con gli angeli.
Non c'è cibo da re più squisito del pane.
Pane al pane, vino al vino.
La buona compagnia è mezzo pane.

mercoledì 20 ottobre 2010

IL PANE D'ITALIA

TRENTINO ALTO ADIGE



















PANE DI SEGALE
, questo pane è prodotto in sempre minore quantità a causa del calo della coltivazione del cereale. Si ottiene dall'impasto della segale integrale, grano tenero, lievito acido e sale.



VENETO



















CIABATTA
, è un pane prodotto ormai in larga scala in molte città d'Italia, ma, la sua provenienza è veneta. E' fatto con farina di grano tenero, acqua, olio e lievito naturale. La forma di "ciabatta" gli conferisce appunto il nome.



CURIOSITA'
LA BELLE DAME SANS MERCI

Certo i gabbiani cantonali hanno
atteso invano le briciole di pane
che io gettavo sul tuo balcone
perchè tu sentissi anche chiusa
nel sonno le loro strida.

Oggi mancheranno
all'appuntamento tutti e due
e il nostro breakfast gela tra
cataste per me di libri inutili e
per te di reliquie che non so:
calendari, astucci, fiale e creme.

Stupefacente il tuo volto s'ostina
ancora, stagliato sui fondali
di calce del mattino:
ma una vita senz'ali non lo
raggiunge e il suo fuoco
soffocato è il bagliore
dell'accendino.

Eugenio Montale

martedì 19 ottobre 2010

SE IL PANE AVANZA

PAPPA AL POMODORO

















Per 400 gr. di pane raffermo occorrono folioline di basilico, 1 porro, 1 bicchiere di olio extravergine, 400 gr. di pomodori pelati, 1 litro di brodo, sale e pepe. Preparate un soffritto con il porro, aggiungete i pomodori pelati e fate cuocere per 15 minuti; poi versare il brodo caldo, aggingere un po' di sale e pepe e il basilico tritato finemente. Quando il sugo sarà cotto, immergetevi il pane a fette o a tocchetti e lasciate cuocere per 10 minuti. Ultimata la cottura, lasciare riposare per almeno 20 minuti, servite a tavola con un filo d'olio e un po' di pepe.



PANE DOLCE



















Per 6 fette di pane occorrono 50 gr. di burro, biscotti secchi, 1 bicchiere di latte, 2 uova, 50 gr. di mandorle sgusciate, 75 gr, di zucchero. Imburrate uno stampo per dolci e cospargete il fondo con dei biscotti secchi ben sbriciolati; disponetevi le fette di pane. Montate un uovo intero e un tuorlo con lo zucchero, il latte e il burro fuso, amalgamate il tutto e aggiungete infine le mandorle triatate. Versate il composto ottenuto sul pane e infornate per 20 minuti.


CURIOSITA'
PERCHE' GLI ANZIANI CONSIDERANO MALEDUCAZIONE CAPOVOLGERE IL PANE A TAVOLA? La credenza risale all'inizio del XV secolo. In quel tempo il re di Francia, Carlo VII, aveva sancito una tassa in natura a favore del boia. Il pane destinato dai panettieri a questo non simpatico personaggio veniva posto sul bancone rovesciato, in modo che fosse ben evidente la destinazione.

lunedì 18 ottobre 2010

I PANI D'ITALIA

PUGLIA


















PANE DI ALTAMURA, questo tipo di pane è ottenuto da un impasto di semola rimacinata. Molto ricco di glutine (può arrivare anche al 14%), è un pane a lievitazione naturale e cotto solo nel forno a legna.

PANE DI SANTERAMO, questo pane non teme concorrenti. La ragione sta nel fatto che è costituito quasi esclusivamente da farina di grano tenero. La cottura avviene in forni antichissimi, ad una temperatura non inferiore ai 200\250°. I forni dove ancora si produce questo pane hanno un età superiore ai 200 anni ed hanno la caratteristica di essere stati costruiti in tufo locale. L'interno di questi forni, dalla tipica forma a cupola, può contenere fino a 40 quintali di pane. Inoltre i forni vengono alimentati esclusivamente con legna del territorio che conferisce al pane caratteristiche di fragranzaa e gusto olfattive inequivocabili.

PANE DI LATERZA, il segreto di questo pane è nella lievitazione naturale, nel preriscaldamento del forno che avviene con fascine di legna di bosco, ulivo, nocciolino di albicocca e nella cottura lenta. I pezzi vanno da uno a quattro Kg. con diametro compreso tra i 25 e i 45 cm.

PANE DI GRAVINA, fatto a forma di treccia la caratteristica che lo contraddistingue è il colore della crosta, nocciola, mentre la mollica bianca tendente al paglierino è soffice e fragrante.

TOSCANA




PANE TOSCANO
, è composto da farina di grano duro, acqua e lievito naturale. Tipica è l'incisione della croce sul dorso. Viene prodotto in tutta la regione ingrande quantità ma il più rinomato è quello che viene da Altopascio.


CURIOSITA'
La probabilità che il pane
cada sul lato imburrato sono
direttamente proporzionali al
costo del tappeto.

Murphy

domenica 17 ottobre 2010

L'ANGOLO DI FABIENNE


Se l'energia nucleare ''rinomata pulita e sobria è spesso presentata come una formidabile alternativa all'esaurimento delle risorse fossili'', che ne è dei rifiuti che ''l'industria pretende potere riciclare?" ''Che ne è realmente, quale eredità per i nostri bambini, ed i bambini del futuro?'', se lo sono chiesto gli autori di questo video, e hanno condotto un'inchiesta in Francia, Germania, Grande Bretagna, Stati Uniti e Russia. Partendo alla ricerca della verità sui rifiuti, il film '' RIFIUTI, L'INCUBO DEL NUCLEARE" (tradotto, sottotitolato e diffuso per la prima volta in Italia da RNA - Rete nazionale antinucleare) ha l'ambizione di dare a ciascuno le chiavi per comprendere delle scelte che sono pesanti nel futuro dell'umanità. 





Purtroppo non sono riuscita a pubblicare i video direttamente sul mio post per questo ho messo i link. Guardate quello che stà accadendo in Europa e se davvero il nucleare dovesse arrivare in Italia, noi italiani, cosa saremmo in grado di fare?!?!?

sabato 16 ottobre 2010

IL PANDA DIVENTA PANE



Il progetto "Pane Panda Bio" nasce dal desiderio di offrire un pane da agricoltura biologica. Esso contribuisce alla realizzazione dei progetti di WWF Italia. Pane Panda è ricco dei migliori cereali e semi ottenuti da agricoltura biologica, ha una forma rotonda, decorata in superficie con granelli di frumento e mostra tre intagli che rappresntano simbolicamente l'orma del Panda. Il progetto Pane Panda di Novaterra fornisce ai fornai tutto quanto occorre per la realizzazione di questo pane:
  • 1,5 Kg di mix di farine con la ricetta d'impiego;
  • 1 sacchetto da 1Kg. di granella per la decorazione;
  • 1 busta con 50 sacchetti da asporto per la vendita.

Il fornaio ha infine il diritto di utilizzare tutto il materiale promozionale WWF. Il negozio del fornaio ed il pane fresco biologico sono una grande attrattiva per il consumatore e gli ingredienti biologici sono la salvaguardia del nostro futuro e la componente essenziale di una vita sana.


Per saperne di più: www.panepanda.com

venerdì 15 ottobre 2010

IL PANE D'ITALIA

UMBRIA



















"RE SCIOCCO"
, ovvero pane sciapo, senza sale, è questo il pane prodotto in tutta l'Umbria. Il peso di ogni filone è di circa 800 gr. Questo in passato era anche detto "pane ordinario", destinato al popolo mentre una cerchia privilegiata poteva mangiare il "pane tondo" fatto con la farina migliore.


MARCHE


















"INTEGRALE"
, è il pane più conosciuto prodotto nella provincia di Pesaro, fatto con farina integrale di grano tenero e lievito naturale.


"FILONE CASARECCIO", prodotto ancora artigianalmente e in grosse quantità.


PIEMONTE


















"MICA"
, un pane salato prodotto soprattutto nella zona del torinese. Deve lievitare per una notte e ogni pezzo pesa dai 400 ai 500 gr.



CURIOSITA'
Amatevi, ma non tramutate
l'amore in un legame. Lasciate
piuttosto che sia un mare
in movimento tra le sponde
opposte delle vostre anime.
Colmate a vicenda le vostre
coppe, ma non bevete da
una sola coppa. Scambiatevi
il pane, ma non mangiate un
solo pane. Cantate e danzate
insieme e insieme siate felici,
ma peermettete a ciascuno di voi
d'essere solo.

Khalil Gibran

giovedì 14 ottobre 2010

SE IL PANE AVANZA

PANZANELLA















Questo è sicuramente uno dei modi da me preferito per smaltire il pane in avanzo!!! Soprattutto d'estate la panzanella è così fresca e buona che la mangerei anche tutti i giorni!!!

Fare la panzanella è semplicissimo, basta immergere alcune fette di pane raffermo in acqua per un quarto d'ora, strizzarlo e con le mani ridurlo in "pappetta". Va poi condito con sale, olio, aceto e con tutte le verdure fresche di stagione, dai pomodorini al basilico, dal sedano alla cipolla e "chi più ne ha più ne metta"!!!


POLPETTE DI PANE













Oltre al pane raffermo servono latte, uova, mezzo spicchio d'aglio, prezzemolo, formaggio grattugiato, sale e pepe. Il tutto in quantità proporzionale al pane utilizzato. Riducete il pane in pezzetti e lasciatelo ammorbidire nel latte per una mezz'ora. Poi strizzatelo e riponetelo in una ciotola. Aggiungete l'uovo, il formaggio, il sale, il pepe e il prezzemolo e l'agio tritati. Amalgamate l'impasto con le mani e formate delle polpettine da riporre in frigo almeno un ora. Poi friggetele.


CURIOSITA'
IL PANE NELLE CITAZIONI FAMOSE
Ti amo come se mangiassi il pane spruzzandolo di sale.
(Nazim Hikmet)

La verità è il pane dei popoli.
(Giuseppe Mazzini)

L'ortodossia è il mio pane.
(Pier Paolo Pasolini)

Il cielo è il pane giornaliero degli occhi.
(Ralph Waldo Emerson)

Oh beati quelli pochi che seggiono a quella mensa dove lo pane de li angeli si manuca.
(Dante Alighieri)

La dieta dello scapolo: pane, formaggio e baci.
(Jonathan Swift)

mercoledì 13 ottobre 2010

IL PANE D'ITALIA

LAZIO




















"CIRIOLA ROMANA", l'impasto della Ciriola viene fatto riposare per almeno sei ore e ulteriolmente lavorato prima di formare dei filoni di 100 gr. ciascuno a cui viene data una forma allungata rigonfia al centro. Si lasciano lievitare per circa mezz'ora prima di essere infornati. I panini vengono poi incisi sul dorso nel senso della lunghezza. La ciriola è per i romani quel che la michetta è per i milanesi. Ricca di mollica, sostituita oggi dalla rosetta, di origine nordica, che nel suo interno vuoto può accogliere meglio le farciture. E' il panino che in molti bar viene preparato imbottito di prosciutto, mozzarella, formaggio, tonno e carciofini.


"PANE DI GENZANO", è senz'altro un pane molto noto per la sua bontà. Fatto con farina di grano tenero e lievito naturale, dopo appena un'ora di lieitazione, viene messo in grosse casse di legno, viene cosparso con la cruschella e ricoperto di nuovo per poi essere infornato un'ora più tardi.


"PANE DI LARIANO", il pane prodotto nel comune di Lariano è simile nella pezzatura al pane di Genzano; la differenza sta nella farina che è semintegrale e nella cottura che è sempre nel forno a legna.


"PANE SALISANESE", si produce a Salisano in provincia di Rieti. La farina e gli altri ingredienti vengono impastati bene nelle macchine fino ad ottenere un composto omogeneo che si lascia lievitare tutta la notte. Poi manualmente si formano delle pagnotte a forma di filone segnate con tagli trasversali.


LOMBARDIA





















"MANTOVANO", fatto con farina di grano duro, lievito naturale e acqua. L'impasto viene arrotolato e tagliato per lungo. Le pagnotte pesano da 100 a 500 gr.

martedì 12 ottobre 2010

INAP


















INAP
, (Istituto Nazionale Assaggitori di Pani), è nato 2 anni fa ed ha come obbiettivo quello di contribuire a proteggere e rivalutare una delle più affascinanti ricchezze del nostro Paese: il pane. L'attività che svolge INAP è imperniata sulla formazione di un pool di assaggiatori di pane affidabili e riconosciuti, preparati attraverso la realizzazione di apposisti corsi per aspiranti assaggiatori. Lo scopo è quello di promuovere la cultura del pane e dei prodotti da forno in generale. L'intento è quello di proporre un punto di riferimento per il mondo della panifiacazione che operi in assoluta libertà e senza condizionamenti di varia natura, rimanendo a dispozione di chiunque provi interesse, curiosità e necessità di informazione sul pane.

A tal proposito, è stato creato un sito Web a cui possono fare riferimento tutti gli interessati.

www.assaggiatori-pani.org


CURIOSITA'
CARO IL MIO GRANO
Quando il mio tesoro mando al mulino,
se ne va, si, questo;
ma quello nasce sotto il mio lavoro.
Tua carne è il pane.
Ma tuo sangue, il vino.
Che sa l'odore di pan fresco!
E che cantare fa, cantar di fino!

(Giovanni Pascoli)

lunedì 11 ottobre 2010

IL PANE D'ITALIA

EMILIA ROMAGNA















"COPPIA FERRARESE" (CIUPPATA), la nascita del pane ferrarese, si può fare risalire con buona approssimazione al Carnevale del 1536. In una cena, imbandita con il lusso tipico del tempo, in onore del Duca di Ferrara è stato presentato da Messer Giglio (antenato della famiglia ferrarese dei Conti Giglioli) un pane ritorto la cui forma e composizione era molo simile a quella dell'odierno pane.


FRIULI VENEZIA GIULIA



















"PAN DE FRIZZE"
,
detto anche dell'inverno friuliano. Proviamo a capire perchè? Si ottiene aggiungendo alla farina uova, ciccioli di maiale, burro e lardo.



CURIOSITA'
LA FILASTROCCA DEL PANE
Mamma, mamma
impasta, impasta,
tanta fame mi rimane:
pipistrelli coi piselli,
coccodrilli coi fusilli,
un cammello al caramello,
pane e aringhe alle meringhe,
panbiscotto al bergamotto,
pancarrè al carcadè,
pane e sale col caviale
pandelrè al latte&caffè,
panpepato al nocciolato,
pan speziato al cioccolato,
sfilatino al formaggino,
la pagnotta sia ben cotta,
imbandita la cucina,
inforna e sforna
la mammina.

domenica 10 ottobre 2010

L'ANGOLO DI FABIENNE

La bellezza velenosa di Chernobyl - il traffico a grande scala dei metalli radioattivi nella zona di Chernobyl.      

Anche se ottobre è il mese del pane non potevo però interrompere la rubrica di Fabienne Melmi, in questi giorni così difficile non si può mai smettere di parlare del NUCLEARE.



Per Guillaume Herbaut, lo splendore delle immagini è sempre ingannevole. La bellezza ha qualche cosa di velenoso.

L'inchiesta "L'oro nero di Chernobyl", presentato al festival di fotogiornalismo di Perpignan, non sfugge alla regola. Il fotografo si serve di immagini all'ambiente pittorico, dei colori leccati, per trattare di una realtà spaventosa: il traffico a grande scala dei metalli radioattivi nella zona di Chernobyl.       

Traffico di grande ampiezza: su 8 milioni di tonnellate di metallo che contava la zona, non ne resterebbero più di due. Tutte le settimane, 200 tonnellate di metallo lasciano i luoghi, caricate su dei camion, mentre ufficialmente nessuno oggetto è autorizzato ad uscire.

"Per 100 dollari, i custodi chiudono gli occhi", spiega Guillaume Herbaut. Alla fine della catena, il metallo irradiato è sciolto nelle metallurgie, in Ucraina, prima di essere venduto in Turchia o in Europa - se ne sono ritrovati dei pezzi anche in Italia. Ufficialmente, l'agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA) non è informata. L'intervista si chiude simbolicamente sul gesto di diniego di un ufficiale ucraino.   

Sono  dieci anni che Herbaut frequenta il sito della catastrofe nucleare, in Ucraina. Ogni volta, percorre la "zona vietata", trenta chilometri intorno alla centrale, rimasta contaminata anche a  ventiquattro anni dopo l'incidente. 
 
È nella primavera 2010, mentre parte col giornalista Bruno Masi, che riesce a bucare certi misteri del sito. "Non capivo perché il cimitero di arnesi militari di Rassokha, che avevo fotografato dieci anni fa, era vietato  all'accesso. Né perché i palazzi della città di Pripiat, evacuata dopo la catastrofe, restavano in un stato penoso, le tubature esplose, i radiatori strappati". Sono occorsi parecchi mesi di lavoro, e numerose partite di nascondino con la polizia locale, per condurre l'indagine. Grazie ad Igor, un clandestino che aspetta il suo processo per traffico di metallo, il fotografo è riuscito a risalire, e a fotografare, tutta la trafila. 

Sulle sue immagini,  seguiamo Igor lo "stalker", uomo tuttofare che percorre la zona vietata alla ricerca di metallo, che taglia e raccoglie senza nessuna protezione. Poi  vediamo i metalli recuperati dalle imprese di subappalto, "venire decontaminati" in modo superficiale nei laboratori che somigliano all'antro del diavolo". In un baccano incredibile, circondati di polvere radioattiva, degli uomini senza maschera puliscono il metallo progettando della sabbia sotto pressione, racconta Guillaume Herbaut. Il contatore indicava 400 rems, mentre la norma è da 9 a 20 rems!

Abbiamo fatto rapidamente tutte le foto possibili e  siamo usciti.
Più incredibile è che questa attività clandestina e pericolosa si svolga nei blocchi 5 e 6 della centrale, ad alcune centinaia di metri dalla caffetteria dove pranzano i giornalisti che vengono ogni giorno a visitare il sito. La zona vietata di Chernobyl somiglia ad una gigantesca cassa che si svuota poco a poco. Nelle immagini tristi e silenziose, Guillaume Herbaut mostra il cimitero di arnesi militari di Rassokha dove gli elicotteri depositati là dopo la catastrofe  sono  rovine. Nelle torri abbandonate di Pripiat, le camere abbandonate al mobilio sparpagliato e sfondato sembrano avere conosciuto la guerra. Non c'è solo il metallo che è rivenduto, ma anche i mattoni ed i finestrini, ed è tutto contaminato. 

Guillaume Herbaut ha raccolto delle immagini sconcertanti di persone perse e di paesaggi immacolati sui quali piana una minaccia intangibile. Il tutto darà un libro. 

L'articolo originale lo travate su LEMONDE
http://www.lemonde.fr/culture/article/2010/09/10/la-beaute-veneneuse-de-tchernobyl_1409463_3246.html

sabato 9 ottobre 2010

SE IL PANE AVANZA

Alzi la mano chi ogni giorno non si trova a fare i conti con il pane del giorno prima!!! Quando si compra il pane se ne prende quasi sempre in quantità superiore alle nostre necessità e nei giorni successivi ci si ritrova ad una corsa contro il tempo, al doveroso compito di consumarlo prima che vada a male.

Ecco allora per voi alcuni consigli e ricette per adoperare il vostro pane di ieri.


PANGRATTATO












il modo più banale, ma utilissimo per utilizzare il pane secco, è grattugiarlo. Tra l'altro, ad acquistarlo già imbustato costa molto di più rispetto a quello "fatto in casa".



BRUSCHETTA E CROSTINI















sono altri due golosi modi per impiegare il pane che avanza. Sale e olio sul pane leggermente riscaldato sono già da soli due ingredienti che rendono il pane irresistibile, poi a piacere si possono aggiungere anche altri ingredienti: origano, pomodorini, olive, crema di carciofi, asparagi, acciughe. Oppure metterli direttamente nella zuppa di fagioli. Da leccarsi le dita!!!



CURIOSITA'
"Il pane è il generoso dono di natura, cibo insostituibile che si addice ad ogni ora del giorno, ad ogni età della vita e ad ogni persona (...) così connaturato all'uomo che ce ne nutriamo - si può dire - fin dalla nascita e non ce ne stanchiamo fino alla morte". Antoine-Auguste Parmentier (anticipatore settecentesco della scienza dell'alimentazione).


venerdì 8 ottobre 2010

CONSERVAZIONE DEL PANE


















Quanto è buono il pane appena sfornato! Già solo il profumo ricorda antichi sapori e di cose che fanno bene. Il pane che avanza non può assolutamente essere buttato, per cui va trovato il modo di conservarlo nel modo migliore.



IL PANNO UMIDO
Il panno umido è il must della conservazione domestica del pane. Il panno, deve essere bianco e morbido, possibilmente di cotone. Importante è che sia bianco perchè un panno colorato e umido a contatto con l'alimmento potrebbe filtrare coloranti. Comunque, si avvolge il pane nel panno, chiudendolo bene da tutti i lati e si mette in un contenitore aperto, il pane rimane croccante e non perde nessuna delle sue caratteristiche originarie, se non il profumo.


IL SACCHETTO DI PLASTICA
Altro rimedio tradizionale è il sacchetto di plastica che è disponibile in varie misure e si adatta quindi a tutti i formati di pane. Si può utilizzare il sacchetto inserendovi direttamente il pane o si può inserire il pane con tutta la busta di cartone presa dal panettiere, a condizione che si integra, altrimenti è inutile.


LA CONGELAZIONE
Si prende sempre il sacchetto di plastica di prima, si infila il pane, si fa uscire l'aria e poi lo si chiude ermeticamente e si ripone nel freezer. Il giorno dopo le soluzioni sono due: si tira fuori al mattino per mangiarlo la sera, in modo che si scongeli pian piano, oppure si passa direttamente dalcongelatore al forno. In questo modo il pane si riprende benissimo, anzi riacquista anche il profumo ed è caldo e croccante, pronto per essere consumato.


CURIOSITA'
"Quando gli uomini condividono il pane condividono la loro amicizia". Jean Cardonnel.

Related Posts with Thumbnails