giovedì 30 settembre 2010

TV A MODO MIO
















Come e da quando educare le mie bimbe all'uso della tv? E' semplice: DA SUBITO!!!

Il mio PRIMO punto fermo è che ogni età ha i suoi cartoni. Vedere programmi non adatti all'età del bambino è dannoso, magari i bambini non lo dimostrano esplicitamente ma poi magari la loro notte è popolata da incubi. SECONDO punto fisso è che l'estate si sta fuori e la tv è ridotta ad una mezz'ora prima dei pasti. TERZO, non si guarda la tv durante i pasti. La QUARTA regola che voglio dare alle mie bambine riguarda il rapporto cinema\lettura. Secondo me se non si ha l'età per leggere ad esempio Harry Potter, non lo si può neppure vedere al cinema. La magia della lettura viene a mancare ed io voglio vederle tremare, ridere e soffrire con Harry Potter, ma non in una sala cinematografica ma leggendo il libro.

Forse sarò troppo severa, non lo so, ma CREDO SIA GIUSTO COSI.

mercoledì 29 settembre 2010

TV 6-10 ANNI




Lavorando a scuola non mi è stato difficile fare un indagine su cosa guardano i bambini di questa età. Devo subito mettere in evidenza due aspetti, uno positivo e uno negativo. Il primo riguarda il tempo passato davanti alla televisione che in questa fascia di età (in media) tende a calare. I bambini infatti sono impegnatissimi: sport, catechismo e compiti rubano il tempo alla tv. 
L'aspetto negativo invece stà nel cosa guardano. 
Vediamo di approfondire.

Il loro telefilm preferito è PATTY, vanno pazzi per Patty, hanno i poster, l'album delle figurine di Patty. Si avete letto bene, a 6 anni guardano già i telefilm!!! Adatti alla loro età ma pur sempre telefilm. In Patty si parla della scuola, delle amicizie, degli amori, dei cuori infranti: non sarà forse prematuro a questa età? A 7 anni i bambini guardano tutte le puntate del GRANDE FRATELLO giocano ad essere concorrenti del grande fratello, vogliono diventare come i suoi partecipanti. A 8 anni il modello di riferimento delle bambine sono le Veline di STRISCIA LA NOTIZIA ed il pomeriggio non perdono una puntata di UOMINI E DONNE. A 9 anni a Natale vanno con i genitori a vedere i film di De Sica, a 10 te li ritrovi su Facebook.




DUE RIFLESSIONI
  1. Ma come fanno i genitori a permettere che dei bambini guardino film con donne nude, dove anche se non si vede niente si capisce che si stà facendo sesso? Non ci si rende conto che queste cose "offendono" il bambino? la sua ingenuità? la sua purezza? Avrà tempo e modo per vedere certi film, perchè bruciare i tempi?
  2. Quando si è in casa e ci sono bambini piccoli non si possono vedere certi programmi come il Grande Fratello e robe simili. Quali categorie da imitare vogliamo dare loro?


La conclusione alla quale sono arrivata è che se la società va a rotoli, se le ragazzine a 11 si riprendono in bagno con il telefonino per avere soldi e comprarsi un vestito, se a 13 anni il loro sogno è di fare le troniste, la colpa è di noi genitori, noi, che giorno dopo giorno li abbiamo cresciuti lavandocene le mani e affidandoli alla tv. Questi sono i valori che hanno appreso, questo è quello che diventeranno. 

TUTTA COLPA NOSTRA,  SOLO COLPA NOSTRA.


martedì 28 settembre 2010

TV 3-6 ANNI




Già a questa età la gamma di scelta su cosa far vedere ai nostri figli è vastissima. Ci sono milioni di DVD con cartoni di tutti i generi, da Winnie the Pooh alle Winks, stà ai genitori la scelta di cosa e quanto. Vi porto tre esempi di bambini che conosco.

C'è una famiglia che si vanta di non avere la TV in casa ma che poi tramite internet scarica l'impossibile permettendo alla bambina di vedere tutti i cartoni che vuole. Alla mia domanda sul perchè di questo cambiamento di rotta rispondono che all'asilo ne parlano tutti e sarebbe come un escluderli dal gruppo non fargli vedere i cartoni animati che oggi vanno di moda.

Altri miei amici hanno cresciuto i loro figli a pane e TV. Non si riesce a cenare se la TV non trasmette il loro cartone preferito. Un giorno, addirittura, durante una gita al Subasio il loro bimbo di 5 anni ha avuto una crisi di astinenza perchè voleva tornare a casa a vedere la TV. 

Un altro bambino che conosco sempre a 5 anni era già passato ai film: Ladyhawke, Harry Potter, Spider Man. E' capace di vedere lo stesso film due volte consecutive e quando non è davanti alla TV gioca con il nintendo portatile.

Se questa è solo la mia esperienza, mi chiedo quanti altri bambini di questa età si trovino nella stessa povera situazione.

Genitori, vi prego, cercate di ricordare quando voi eravate così piccoli: LA GUARDAVATE COSI TANTA TV?


lunedì 27 settembre 2010

TV 0-3 ANNI

Settembre stà finendo ed è iniziato un nuovo anno televisivo: nuovi programmi, vecchie trasmissioni, prime visioni e vecchi film. Tutto questo mi ha dato da pensare. Pensare al rapporto tra la televisione ed i bambini. Cosa guardano, i bambini? Quanto tempo passano davanti alla televisione? Questo sarà l'argomento di questo fine settembre, il mese della tv!!!


TV 0-3 ANNI





Ho scoperto che su SKY c'è un canale chiamato BABYTV dedicato ai bamini da 0 a 3 anni. Me ne ha parlato tutta entusiasta una mamma mentre aspettavamo di far vaccinare le nostre bimbe.

  • "E cosa fanno vedere, che tipo di cartoni sono"?
  • "Non sono cartoni, ma persone che fanno tutte faccie buffe, cambiano espressioni e balbettano come i bambini di quell'età. La mia bimba rimane incantata a guardare anche per più di un ora".

  • "Ma non sarà presto? non le farà male"?
  • "Ci ho pensato anche io così l'ho chiesto al pediatra il quale ha detto che fino ai 3 anni non è un problema, è dopo che diventano dipendenti".
  • "Eh! già ma se da 0 ai 3 anni già vede la TV ci diventa per forza dipendente"!

Sono esterrefatta, arrabbiata, ma in che diavolo di società viviamo? Utilizziamo la TV parcheggio senza remore e con la benedizione dei pediatri. E poi ricorriamo allo psicologo se il bambino è irrequieto o alle gocce di sonnifero se non dorme. Genitori SVEGLIATEVI, un bambino è fatica, tempo perso, notti insonni, e se non accettate questo, allora pensateci bene prima di fare i figli.

Se volete dare una sbirciata alla Babytv la trovate al 620 su SKY. 


domenica 26 settembre 2010

MARIA PAWLIKOWSKA























MARIA PAWLIKOWSKA (1894-1945)

Maria nasce a Cracovia nel 1894 in una famiglia di artisti dove padre e nonno sono pittori professionisti famosi per i loro dipinti storici di capi militari ed anche la sorella minore è una scrittrice abbastanza affermata. Maria riceve una buonissima istruzione in casa e fin da piccola parla tre lingue: inglese, francese e tedesco. Nel 1915 si sposa con Wladyslaw Bzowski, un ufficiale dell'esercito austriaco ma il matrimonio viene annullato dopo quattro anni. Nel 1919 si sposa ancora, questa volta con uno scrittore alpinista Jan Pawlikowski. La loro è una relazione appassionata che si basa su interessi condivisi e amore reciproco. Proprio questo grande amore sarà per Maria fonte inestinguibile di poesie. Tuttavia neppure questo matrimonio dura e nel 1929 si divorziano. E' questo un periodo di creazione molto intensa infatti oltre alle poesie scrive commedie che la rendono in breve tempo una delle poetesse più innovative dell'epoca. Nel 1931 Maria sposa Stefan Jasnorzewski, un ufficiale polacco con lui gira l'Europa: Francia, Italia, Turchia, Grecia, Nord Africa. Nel 1939 all'inizio della seconda guerra mondiale segue il marito in Inghilterra ed in questi anni tratta argomenti tabù come l'aborto, l'incesto e le relazioni extraconniugali. Paragonata a Molier, a Wilde per il suo approccio non convenzionale anche a temi come la maternità che lei considera un doloroso obbligo dove la donna dovrebbe avere diritto di scelta. Nel 1944 le viene diagnosticato un cancro che la ridurrà semi-paralizzata. Muore il 9 luglio 1945.


L'AUTUNNO

Le rose arrugginite dell'autunno
osservano lo spazio bianco dalla pioggia -
la pioggia cuce il cielo alla terra
con mille brividi e punti. -

E tutto si corrode, si deforma,
cola, gronda mandido,
ma non per sempre, dalla disperazione -
per poco, dalla lussuria.

sabato 25 settembre 2010

I LOVE RADIO ROCK



































Nella mia breve esistenza non ho mai guardato un film da sola. Per cause maggiori mi è capitato più volte di andare al cinema sola soletta ma mai, e dico MAI, di vedere un film in casa da sola. E' sempre stata una cosa che mi metteva tristezza (vai poi a capire il perchè). Anche quando abitavo con i miei genitori c'erano sempre i miei fratelli o in mancanza di altro mia nonna a rimanere sveglia fino a quando non finivo di vedere il film!!!

-- Chiara io vado a letto...
-- noooo, nonna ancora no...
-- bè adesso posso andare?
-- noooo nonna, ho detto che quando è ora te lo dico io...
-- bè io vado...
-- cinque minuti, cinque maledetti minuti ed è finito.

Per la prima volta questa notte, questa maledetta notte ho rotto gli indugi, ho frantumato gli argini, ho preso il volo e con un po' di coraggio per la prima volta tutta sola ho preso il telecomando, messo il DVD e premuto START.


I LOVE RADIO ROCK, un film entusiasmante, brillante, marino, un film divertente, che mi ha fatto tremare, sorridere, urlare e ballare sopra al divano, un film da non perdere, da affittare anche domani, anche subito, un film strepitoso.



YEAHHHHHHHHHHH

venerdì 24 settembre 2010

LAVORO E DIVORZIO



Il "Journal of Police and Criminal Psychology" ha condotto uno studio sul rapporto tra il tipo di lavoro dei coniugi e la probabilità che il matrimonio finisca!!! La ricerca mette in luce due caratteristiche che un lavoro deve avere per essere a rischio!

  • orari lunghi e imprevedibili
  • ambienti con ricche relazioni sociali
La presenza di entrambe le caratteristiche indica un alta probabilità di divorziare!!!
Gli ottici ad esempio incontrano un sacco di gente ma non hanno il tempo di chiacchierarci e quindi la % di divorzio è bassa. Alta invece è negli infermieri, psicologi e assistenti a domicilio. Ma vediamo più in dettaglio la classifica dei "traditori"!!!
  1. ballerini\coreografi 43%
  2. baristi 38,4%
  3. infermieri 28,9%
  4. cuochi\segretari 20%
  5. insegnanti 15%
I più fedeli di tutti sono i periti agricoli (chissà come mai :)) di cui solo il 2% divorzia!!!!

Bene, ora siete avvisati, chi vuole un matrimonio sicuro ora sa con chi non sposarsi!!!

giovedì 23 settembre 2010

CONCEPT STORE
















I Concept Store sono ambienti eclettici in cui convivono spazi diversi! Si tratta di negozi dove in un unico spazio si può fare di tutto: comprare un divano, una borsa, una gonna e tagliarsi i capelli prendendo un caffè!!! L'ideatore dei Concept Store è stato Ralph Lauren che nel 1986 ha voluto ricreare il lifestyle americano. Dal 2000 i Concept Store sono stati inaugurati anche in Italia a Roma per la precisione dove a dieci anni di distanza dal primo oggi se ne contano moltissimi. Io sinceramente non mai avuto occasione di entrarci anche perchè ne ho scoperto casualemente l'esistenza qualche giorno fa!!!


E voi, ci siete mai entrate?!?

Ecco il link di un Concept Store roman:



mercoledì 22 settembre 2010

MELODY ROAD






Melody Road, la strada che canta si trova in Giappone.

Si tratta di 560 mt. nei quali grazie a dei solchi incisi a una certa distanza e guidando a 60 Km. orari si sente per 34 secondi una popolare canzone giapponese.
Questa idea geniale è di Shizuo Shinodo proprietario della ditta Shinoda Kogyo. Egli racconta che casualmente quando aveva venti anni e lavorava nella ditta di costruzioni del padre attraversò una strada con un bulldozer i cui cingoli lasciarono dei solchi. Passando più tardi con la macchina notò che quei solchi creavano dei suoni diversi. Trent'anni dopo per motivi familiari Shinodo rileva l'azienda del padre e travando una situazione disastrosa dal punto di vista finanziario ha l'idea geniale di costruire la "Melody road".




E così nel 2004 nasce la prima strada sonora! Ad oggi sono tanti i comuni giapponesi che puntano ad avere una Melody road anche per attirare i turisti e così ne hanno già costruite otto. Un altro buon motivo per costruire le strade sonore è che le auto finiscono per rallentare per poter sentire la canzone. Secondo il suo ideatore qualunque canzone può essere incisa sull'asfalto.

Un modo efficace di salvare vite divertendo!

martedì 21 settembre 2010

L'ANGOLO DI FABIENNE

UN "QUASI" INCIDENTE AL GIORNO: STORIA DI ORDINARIA FOLLIA

Arriva puntuale l'appuntamento con Fabienne Melmi, ecco ancora un articolo tradotto per voi.

I SUBAPPALTATORI DEL NUCLEARE SULL'ORLO DELL'EPLOSIONE

Delle condizioni di lavoro che si deteriorano, degli stipendi troppo bassi, una pressione crescente, dei timori riguardo alla sicurezza.
Ecco un elenco di situazioni molto comuni nei conflitti sociali francesi.

Ma queste constatazioni vengono da subappaltatori di un settore che non è per niente ordinario: l'industria del nucleare.

La Francia, con più elettricità nucleare nel suo mix energetico che qualsiasi altro paese, cerca di esportare la sua esperienza nucleare mentre numerosi paesi si girano verso questa energia per rinforzare la loro indipendenza energetica. Ma Cyril Bouché, 39 anni, salariato sul sito nucleare di Tricastin, (Drôme e Vaucluse), teatro l'anno scorso di una serie di incidenti che hanno scosso la fiducia dei francesi, afferma che le condizioni di lavoro si sono deteriorate.

"Oggi, la Francia vende dei reattori all'estero, ma EDF dovrebbe pulire davanti alla sua porta", dice Cyril Bouché che lavora per un'impresa subappaltata.

EDF ha perso il controllo delle operazioni

Mentre la Francia avanza, come argomento per la sicurezza del suo parco nucleare, il carattere pubblico delle sue centrali, EDF subappalta l'80% della manutenzione dei suoi 58 reattori a delle società come Vinci, Areva, GDF Suez o Bouygues.

Lavoravamo "prima, mano nella mano con EDF su delle operazioni di manutenzione ma, poco a poco, EDF ha lasciato che i subappaltatori prendessero il controllo delle operazioni".

Annie Thébaud-Mony, direttrice di ricerca all'istituto nazionale della salute e della ricerca medicale (Inserm), stima che l'insicurezza del lavoro nelle centrali nucleari è aumentato con la privatizzazione e la concorrenza. "Per me, la privatizzazione è cominciata quando EDF ha deciso di subappaltare", ha detto. Il subappalto è iniziato, secondo EDF, nello stesso momento dell'industria nucleare, ossia una trentina di anni fa. "Avevamo la certezza che era la soluzione ottimale per avere un lavoro di qualità con gli specialisti che intervengono continuamente sulle nostre installazioni", dichiara Philippe Gaestel, direttore della strategia industriale di EDF.
Ma Cyril Bouché, l'unico salariato sulla decina interrogata avendo accettato di essere citato, ha spiegato che EDF non permetteva ai subappaltatori di realizzare una manutenzione di qualità.
"In Belgio, siccome le centrali nucleari sono private, sono controllate in modo più rigorosa", dice Cyril Bouché che ha lavorato nella centrale belga di Tihange. "Laggiù, hanno tre volte più personale... e prendono due settimane di più che EDF, per effettuare la manutenzione perché vogliono fare le cose correttamente.

Cyril Bouché ed i suoi colleghi spiegano che subiscono una forte pressione da parte di EDF durante le manutenzioni di cui i termini si sono accorciati considerevolmente.
"Per un arresto pianificato, EDF perde circa 1 milione di euro al giorno", ha detto un caposquadra della logistica alla testa di una trentina di persone, una cifra che EDF conferma.
"Prima, occorrevano due mesi per realizzare il ricaricamento del combustibile , adesso solo tre o quattro settimane ", dice questo uomo che lavora da 18 anni nel settore.
Nel suo rapporto annuo 2008, l'autorità di sicurezza nucleare (ASN), ha stimato che le condizioni delle attività di manutenzione non erano sempre soddisfacenti a causa di attrezzature di protezione insufficienti o di un carico di lavoro troppo pesante. L'ASN ha augurato anche che la formazione dei subappaltatori sia migliorata.

Un quasi-incidente tutti i giorni

A causa dei termini ristretti, i rischi di incidenti di lavoro sono aumentati, stimano i tecnici interrogati. "Si può ricevere un martello in testa o essere contaminato". C'è un quasi-incidente ogni giorno. Prima, questi rischi non esistevano perché lavoravamo a turno", dice un salariato di 53 anni.
La pressione sui subappaltatori è tanto più forte quanto loro rischino di perdere i loro contratti ogni tre anni ed un subappaltatore stima che EDF privilegia le imprese meno piuttosto che quelle più qualificate. Da parte sua, EDF precisa che qualsiasi impresa non potrebbe lavorare nel campo del nucleare.
"Prima che una società possa rispondere alle nostre gare d'appalto , c'è un auditing di una durata di sei mesi", spiega Philippe Gaestel, aggiungendo che EDF aveva intenzione di prolungare i contratti in corso fino a sei anni con i suoi subappaltatori.

Un buono stipendio, ecco cosa ha spinto Cyril Bouché a raggiungere un settore che esige degli orari difficili in spazi confinati con il rischio di irradiazione. Ma, come i suoi colleghi, afferma che il suo stipendio non ha aumentato in proporzione del costo della vita da 20 anni. "Considerando i rischi, siamo sottopagati".

PER LEGGERE L'ARTICOLO IN LINGUA ORIGINALE

lunedì 20 settembre 2010

FLYING PASTIES




Il bodyscanner che è stato ormai istallato in molti aereoporti continua a suscitare numerose perplessità. Diciamo che non tutti sono contenti di farsi vedere come mamma li ha fatti!!! Essendo questa procedura di sicurezza una fonte di imbarazzo, dagli Stati Uniti arrivano i Flying Pasties, spessi solo 2 mm. sono adesivi di gomma da sistemare sotto regiseni e mutandine per impedire il passaggio dei "raggi" dello scanner. Sugli adesivi è stato scritto "solo il mio ragazzo\a mi vede nuda\o".






Per chi volesse farne scorta www.flyingpasties.com

sabato 18 settembre 2010

MIA NONNA E LA PILLOLA RU486





 














Dopo la pillola del "giorno dopo" e la pillola RU486 ecco arrivare anche la pillola "cinque giorni dopo".

Quando leggo queste cose provo tanta tristezza soprattutto da quando sono diventata mamma. Sono convinta che nel momento stesso in cui spermatozoo e cellula uovo si uniscono quella sia già vita, sia già un uomo. Non penso che in tre mesi cambi poi molto. Credo anche che sia normale negare questa evidenza altrimenti non potrebbe sussistere la pratica dell'aborto.





















 

Una volta mi è capitato di parlare con una consulente dell'Asl che tiene i colloqui con le donne che hanno intenzione di abortire, cerca di capirne le motivazioni prima di dare loro l'autorizzazione all'intervento. Mi ha detto che dietro questa scelta c'è sempre molta sofferenza anche se negli ultimi anni ha incontrato anche molta superficialità e disconoscimento del valore della vita: aborto alla stregua di togliersi l'appendicite. Mi ha parlato di donne alla terza interruzione perchè non è ancora il momento di mettere su famiglia. Donne in cariera, donne abbandonate, gravidanze a rischio handicap, ragazze madri. Donne che semplicemente hanno cambiato idea.

Quando penso a questo, penso, che bisognerebbe intervenire a priori. 





Lo stato ma soprattutto la Chiesa dovrebbero fare una politica di prevenzione e non parlo solo di preservativo. Intendo che stato e Chiesa dovrebbero prendersi carico di questi bimbi non voluti. Si dovrebbero creare, pubblicizzare dei luoghi pronti ad accogliere questi bimbi (non semplici orfanatrofi), rendere rapide e veloci le pratiche di adozione così che l'aborto non sia più la prima scelta. Se entrasse nella nostra cultura questa "abitudine" a portare avanti la gravidanza perchè una volta nato al bambino non verrà fatto mancare nulla, saremmo già a buon punto.


Quando penso all'aborto mi viene in mente mia nonna.
Mia nonna Pia e la sua nuvola di capelli bianchi, il suo sorriso dolce, il suo animo generoso. Abitava vicino al cimitero in una piccola casa con due stanze. Mio nonno faceva il muratore, avevano tre figli e facevano i salti mortali per far quadrare il bilancio familiare. Un aiuto consistente era dato dalla cognata che ai tempi aveva un piccolo "generi alimentari" e poteva permettersi di fare credito ai parenti del marito. La situazione precipita: nel novembre del 48 mia nonna scopre di essere ancora incinta. A questo punto le bocche da sfamare sono troppe e la cognata non è più disposta a fare credito: "se non abortisci io non ti posso più aiutare". Anche le vicine di casa facevano a gara nel convincerla ad abortire. Mia nonna però ha una sola risposta per tutti: "Ha magnato 'l terzo, magnerà anche 'l quarto". L'8 luglio 1949 nasce il bambino. La cognata indignata non fa più credito, mia nonna si trova dei lavoretti come sarta e ogni mattina fa 10 km a piedi per andare in una bottega che accetta di essere pagata a rate. Poi gli anni difficili del dopo guerra passano: i figli più grandi iniziano a lavorare e vengono saldati tutti i debiti.



















Ah! dimenticavo, quel bambino, il quarto, era mio padre.


venerdì 17 settembre 2010

LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI




































- non te lo ha detto di Michela vero?
- no.

Leggere il libro e poi vedere il film tratto da esso il più delle volte è una delusione. Non in questo caso. Il film mi è piaciuto davvero moltissimo. Bellissima la fotografia ed il taglio dato alle riprese dove gli attori sono tutti in primissimo piano. Il dipanarsi della storia su tre livelli rende il film diverso dal solito ed appetibile anche per chi conosce già la storia. Tra gli attori c'è anche Filippo Timi perfetto nei panni del Clown. Vi consiglio vivamente di andarlo a vedere! Io intanto mi metto alla ricerca del vestito rosso di Alice!

giovedì 16 settembre 2010

ESLOULTIMO




Esloultimo nasce a Barcellona ed è il primo supermercato che permette ai suoi clienti di acquistare numerosi prodotti a costo zero. Si va dagli alimentari ai telefonini che voi potrete comprare senza sborsare un centesimo. Il conto lo paga la pubblicità! Oh! finalmente una pubblicità che serve a qualcosa!Ma come si fa ad entrare in questi tipi supermercati?La cosa è semplice, basta iscriversi al sito www.esloultimo.com e con 5 euro di iscrizione si ha diritto ogni mese a 5 articoli gratuiti tra quelli da poco lanciati sul mercato. L'unico obbligo dell'acquirente è quello di comunicare la propria opinione sul prodotto.Siamo davanti alla prima forma di marketing sotto forma di negozio! Oltre alla Spagna questo tipo di supermercato esiste anche in Austria e si chiama Vinzimarket anche se a differenza di quello a Barcellona vi può accedere solo chi ha un reddito inferiore agli 800 euro mensili. Qui i prodotti sono leggermente difettosi o in scadenza.
Questa è davvero un idea geniale... speriamo che venga importata in Italia al più presto!!!

mercoledì 15 settembre 2010

L'ANGOLO DI FABIENNE

Inizia oggi la mia collaborazione con Fabienne Melmi, sono davvero contenta di questo piccolo angolino sul mio blog per parlare di un tema purtroppo attuale come quello del nucleare. Oggi Fabienne ha tradotto per noi un articolo uscito sull'Observatoire du Nucleaire http://observ.nucleaire.free.fr/






















Il governo tedesco ha appena deciso di prolungare la vita delle centrali nucleari: tra 8 e 14 anni supplementari secondo l'anzianità di ciascuno dei 17 reattori ancora in servizio.


Questa decisione chiama alcune osservazioni:

1. la questione democratica

a - La volontà popolare non è rispettata

Mentre l'opinione pubblica tedesca resta radicalmente antinucleare, i differenti governi non arrivano o non desiderano rispettare la volontà popolare. La coalizione Social-democratica/Verdi ha votato nel 2000 un piano di uscita del nucleare, ma con un tempo così lento che la destra ha avuto il tempo di ritornare al potere per rimettere tutto in causa.

b - L'inerzia del nucleare

La grande lentezza del piano tedesco di uscita del nucleare è dovuta certo ad una mancanza di ambizione politica, ma il fatto è che non è facile chiudere un parco nucleare:
- l'abitudine di disporre di molta elettricità è installata, con la surconsommazione e gli sprechi che l'accompagnano;
- i gruppi industriali che guadagnano molto denaro vendendo dell'elettricità, sono molto potenti e sanno pesare sulle decisioni politiche;
- la costruzione di reattori nucleari è costata così cara che non è facile finanziare dei piani alternivi; Si noterà del resto che, prima della Germania, la Svezia aveva deciso nel 1980 di uscire del nucleare: i reattori dovevano essere chiusi al più tardi tutti nel… 2010. Ora continuano per la maggior parte a funzionare mentre degli incidenti gravi sono stati sfiorati come nel luglio 2006 a Forsmark, cf http://bit.ly/d4Morl,

c - Due pesi, due misure

In Francia, la costruzione delle centrali nucleari è stata decisa da un governo di destra negli anni 70 ma, una volta arrivati al potere nel 1981, i socialisti non hanno rimesso in causa questa decisione malgrado le loro promesse e mentre la maggior parte delle centrali in progetto o in cantiere poteva ancora essere annullata . Si constata dunque che un'alternanza politica non contraria i progetti dell'industria nucleare mentre un'altra alternanza rimette in causa un piano di uscita del nucleare…

2 - La questione ambientalista

a - I rischi di incidenti

Una centrale nucleare è sempre pericolosa, anche nuova, ma l'eventualità di un incidente grave diventa sempre più importante con l'invecchiamento dell'installazione. Ora, è quando una centrale nucleare è in corso di invecchiamento che diventa infine redditizia: occorrono 25 o 30 anni di funzionamento affinché una centrale nucleare sia interessante finanziariamente. Fare funzionare il più tempo possibile le centrali nucleari rappresenta dunque un vero "jack-pot" per i gestori nucleari come EDF.
Di colpo, mentre la maggior parte dei reattori sono previsti per durare 30 anni, i gestori perdono ogni senso della responsabilità chiedendo il prolungamento della durata di vita delle centrali fino a 60 anni, addirittura più.
E queste domande sono spesso soddisfatte dai politici e le autorità di "sicurezza" che si rivelano incapaci di resistere alla pressione dei grandi gruppi.

È più che probabile che questa fuga in avanti si conclude con una nuova catastrofe nucleare comparabile a quella di Chernobyl (1986). Non si tratta quasi più di sapere se questa catastrofe avrà luogo ma di sapere dove e quando…

b - Gli scarti radioattivi

Anche se non è vittima di un incidente grave, una centrale nucleare di cui la durata di vita è prolungata dà problemi ambientalisti gravi: ogni anno, ogni mese, ogni settimana di prolungamento del funzionamento significa la produzione supplementare di rifiuti radioattivi perché non esiste nessuna soluzione.

È edificante constatare del resto che la Sig.ra Merkel decide del prolungamento della durata di vita delle centrali tedesche mentre è confrontata ad un incredibile scandalo concernente i rifiuti radioattivi, cf http://bit.ly/bi7jsh.

Gli altri problemi ambientalisti

Citiamo per esempio:

- la contaminazione per le miniere di uranio : Un reattore nucleare funziona con dell'uranio come combustibile di cui l'estrazione causa gravissimi problemi ambientalisti. Per esempio, Areva contamina gravemente il Niger da 50 anni per estrarre l'uranio necessario ai reattori francesi. Si noterà del resto che la supposta "indipendenza energetica" assicurata dal nucleare è solo virtuale poiché il combustibile è importato.

- i rigetti radioattivi nell'ambiente naturale : Fine 2007, uno studio dell'università di Magonza (Germania) ha mostrato che tra i bambini di meno di cinque anni crescendo a meno di cinque chilometri di una centrale nucleare, i casi di leucemia sono due volte più frequenti che in altre regioni. cf http://www.lecourrier.ch/index.php?name=NewsPaper&file=article&sid=438253

martedì 14 settembre 2010

LA PIMPA



















La Pimpa torna in TV!!!


Per la gioia di tutti i bambini finalmente la Pimpa tornerà in tv con 26 episodi che andranno in onda sulla RAI a fine anno. La regia è firmata dallo stesso creatore della cagnetta, Francesco Tullio Altan. In tv la Pimpa era già stata nel 1983 e nel 1997 sono quindi più di dieci anni che manca sul piccolo schermo. La prima apparizione della Pimpa sulla carta stampata invece risale a 35 anni fa sul Corriere dei Piccoli.
Non mi resta altro da fare che augurare buona visione a tutti i suoi piccoli fans!!!


sabato 11 settembre 2010

TERZA CLASSIFICATA






1° Classificato
SCUOLA DELL'INFANZIA SANTA MARTA (Ventimiglia)

Bravi! Ottimo colpo d'occhio: avete saputo ritrarre questo dettaglio di un roseto con al giusta composizione, usando un tempo di scatto adeguato al momento.
L'ape appare infatti come fermata, anche se in volo, come si può dedurre dall'apertura delle ali. Bello l'effetto cromatico, insomma un buon risultato!
Coltivate questa vostra sensibilità fotografica.






2° Classificato
SAMUEL ANTONINO COPPOLA (Sorrento)

Bravo anche a Samuel! Buona l'inquadratura con il soggetto principale spostato leggermente a sinistra e lasciando a destra un pò di spazio davanti al muso dell'animale: ciò conferisce profondità all'immagine. Buona anche l'ambientazione che incornicia il soggetto in un paesaggio di campagna.



3° Classificato
TERESA MARIOTTI (Perugia)

Bella comunicazione tra te e il tuo cagnolino! Lui è in trepidante attesa di un tuo gesto o parola, o semplicemente attratto dalla tua macchinetta fotografica? Comunque sia, è interessante l'inquadratura dall'alto che mette in risalto lo sguardo del cagnolino e pone il suo muso al centro dell'immagine.




Ancora non ci credo... ancora non mi pare possibile... mia figlia è arrivata terza al concorso fotografico indetto dalla casa editrice tresei!!! Effettivamente la foto alla nostra Molly è davvero bellissima!!! Non so cosa altro aggiungere, sono troppo contenta!!!

www.tresei.it 

buona domenica!!! 

venerdì 10 settembre 2010

PAUMES




Il Giappone o meglio le giapponesi vanno pazze per le nostre case più precisamente per le case europee! Le giapponesi cono curiose di vedere come abitano gli europei che con case tanto più grandi rispetto alle loro di pochi decine di metri quadri, possono arredare in tanti modi diversi e originali.




Da qui nasce l'idea della casa editrice franco-giapponese Paumes di pubblicare dei libri che raccolgano immagini di ambienti domestici o lavorativi insomma angoli vissuti da copiare! Spesso le case fotografate sono quelle di artisti ma nelle foto non intervengono stylist, si tratta di ambienti reali. Quello che interessa le lettrici sono gli oggetti con una storia e quelli fatti a mano.








L'ultimo libro edito da Paumes è "Paris Family Style", qui è racchiuso tutto il sapore di Parigi, è un viaggio nelle sue case, tra torte fatte in casa, salottini arredati al mercato delle pulci e coloratissime camere dei bambini.

giovedì 9 settembre 2010

TEMPORANY SHOP















I Temporany shop si sono dimostrati una formula vincente nelle grandi città, si tratta di uno spazio per i commercianti che vogliono aprire un negozio per un breve periodo di tempo organizzando vendite lampo! Diversamente dal normale contratto di locazione commerciale (non inferiore a sei anni) in questo caso l'affitto può durare anche una settimana, un mese o un solo week-end. Lo spazio può essere utilizzato per iniziative di marketing, per presentare e vendere nuovi prodotti. Questo nuovo modo stimola la curiosità dei possibili acquirenti attraverso la durata limitata. Per i venditori inoltre si tratta di uno spazio meno impegnativo rispetto a un negozio tradizionale e può essere usato anche per testare nuovi prodotti. In Italia si tratta di un fenomeno che stà crescendo a dismisura. A Perugia il primo temporany shop ha aperto ad inzio estate a Foligno.

mercoledì 8 settembre 2010

L'ANGOLO DI FABIENNE




















Sono molto contenta di annunciarvi che a partire dalla prossima settimana inizierà una collaborazione con Fabienne Melmi che avrà nel mio blog un piccolo spazio settimanale nel quale ci aggiornerà con i suoi articoli sulla vicenda del nucleare.

martedì 7 settembre 2010

SOMEWHERE



.... ciao papà?! ....
.... ciao Cleo?! ....

Somewhere, a quattro anni di distanza da Marie Antoinette è l'ultimo film di Sofia Coppola.

Con Stephen Dorff e Elle Fanning la Coppola racconta la storia di un attore americano che "spende" il suo successo tra donne e pasticche fino a quando arriva sua figlia Cleo che scombussolerà il suo modo di pensare e di vivere.


Il film è fatto di lunghi silenzi, ma sono proprio questi silenzi a parlare. Parlano di una vita solitaria, una vita senza scopi ben precisi, dove a dettare il ritmo delle giornate è la segretaria Marge, dove si fa sesso e ci si impasticca più per noia che per una qualunque altra ragione. Una vita dove il silenzio regna padrone. Ma per fortuna c'è Cleo (bravissima la piccola Elle Fanning) che con la sua ingenuità e la sua freschezza riesce a portare un po' di ossigeno e vita nel mondo arido di Johnny Marco. Molti nella mia sala cinematografica hanno trovato il film un po' noioso... a me invece è piaciuto... la Coppola ha raccontato una storia tenera senza mai cadere nel patetico.

Bellissima anche la colonna sonora del film:

Love Like a Sunset Part I
(Phoenix)
Ghandi Fix (William Storkson)
My Hero (Foo Fighters)
So Lonely (The Police)
1 Thing (Amerie)
20th Century Boy (T.Rex)
Cool (Gwen Stefani)
Che si fa (Paolo Jannacci)
Teddy Bear (Romulo)
Love Theme From Kiss (Kiss)
I'll Try Anything Once (The Strokes)
Look (Sebastian Tellier)
Smoke Gets In Your Eyes (Bryan Ferry)
Massage Music (William Storkson)
Love Like A Sunset Part II (Phoenix)


Da vedere.

sabato 4 settembre 2010

LA CUISINE FRANCAIS





I designers francesi di Faltazi Lab hanno progettato una cucina chiamata Ekokook che è in grado di garantire una corretta gestione dei rifiuti riducendo il consumo energetico e procedendo addirittura ad uno stoccaggio dei rifiuti solidi (plastica, carta, vetro e metallo) che vengono raccolti e compattati da una pressa. I rifiuti organici invece vengono raccolti in cassetti ermetici nei quali gli scarti di cibo si trasformano in compost.




Come se non bastasse una parte dell'acqua usata per pulire le verdure viene utilizzata per innaffiare le piante, mentre l'altra è usata dalla lavastoviglie. Eco è anche il frigorifero fatto a compartimenti stagni per non disperdere energia. Insomma la cucina potrebbe passare da uno dei luoghi in cui avvengono più spprechi ad un luogo autosufficiente in cui tutto è reciclato e produttrice di energia.




Semblant un reve... un beau reve francais...



Buona domenica!!!

venerdì 3 settembre 2010

FABIENNE MELMI

ECCO LA TANTO ATTESA INTERVISTA A FABIENNE MELMI, COORDINATRICE NAZIONALE RNA (rete nazionale antinucleare).






B. Il Nucleare è la soluzione per ridurre le emissioni di CO2?
F. Chi sponsorizza il nucleare vuole farci credere che l’industria nucleare è pulita, ossia che non emette C02, e quindi sarebbe la soluzione ideale per sostituire le energie fossili e ridurre le emissioni di gas serra. Questo è assolutamente falso:
Le centrali nucleari, di fatto, causano poche emissioni di gas serra negli stadi della produzione di energia, però il ciclo intero dell’uso dell’uranio non è affatto senza emissioni.
Il ciclo nucleare comincia nelle miniere di uranio. La produzione di uranio è un attività mineraria ed industriale lunga e complessa che comporta tutta una serie di lavorazioni (estrazione del minerale, separazione di questo stesso minerale, conversione del minerale ai fini di arricchirlo) che richiedono l’uso di combustibili fossili, di elettricità, di un enorme quantità di acqua, di acido solforico ed infine di fluoro, gas altamente tossico che provoca un effetto serra migliaia di volte più potente del C02.
Poi viene la fase del ritrattamento del combustibile esausto, con dei costi enormi in termini di combustibili fossili ed elettricità, per trasportarlo, condizionarlo e confinarlo.
Infine lo smantellamento delle vecchie centrali in fine di vita e il trasporto dei rifiuti radioattivi per treno o per nave sono un altra fonte di produzione di C02.
Man mano che la purezza del minerale di uranio diminuirà, ci vorranno sempre più energie fossili per l’estrazione dell’uranio e le emissioni di CO2 aumenteranno sempre di più, fino ad uguagliare le emissioni di una centrale a gas.



B.
Il nucleare permette l’indipendenza energetica ?


F. Questa affermazione è un’altra delle bugie ricorrenti che sentiamo a proposito del nucleare. In quanto francese, porterò quindi la mia testimonianza .Si afferma spesso che la Francia, con i suoi 58 reattori nucleari, è energeticamente indipendente e dispone di energia elettrica a basso prezzo.
La verità è tutt’altra.
Lo sviluppo dell’industria nucleare francese ha condotto EDF ad installare sempre più riscaldamenti elettrici nelle case francesi per giustificare il nucleare. Malgrado le sue 16 centrali nucleari, la Francia importa più petrolio dell’Italia. Non importa gas, però deve importare dell’uranio e da alcuni anni ormai, la Francia deve importare dell’energia elettrica, soprattutto l’inverno, nella maggior parte dalla Germania, ma anche dall’Inghilterra e dall’Italia (Tirreno Power). A questo punto possiamo parlare di fallimento dell’opzione nucleare.



B.
Il nucleare è sicuro?


F. Basta vedere la lunga lista di incidenti nel ciclo di produzione dell’energia nucleare per capire che il nucleare non è sicuro. Non possiamo dimenticare l’incidente al reattore nucleare di Three Miles Island negli Stati Uniti, nel 1979, e soprattutto l’incidente al reattore di Chernobyl, in Ucraina, del 26 aprile 1986.
Gli impianti atomici detti di terza generazione non sono più sicuri dei precedenti. Non sono altro che l’evoluzione degli impianti di seconda generazione sviluppata negli anni 1960-70.
Solo i dispositivi tecnologici di contorno sono stati migliorati. Ma il rischio di incidenti permane.
Secondo il giornale inglese “The independent", in caso di incidente su un reattore tipo EPR (lo stesso che dovrebbe essere costruito in Italia), morirebbero il doppio delle persone rispetto ad un vecchio reattore, visto la maggiore quantità di materiali radioattivi all’interno del reattore.
Quindi oggi un terribile incidente come quello di Chernobyl potrebbe ripetersi. E’ statisticamente impossibile escluderlo. Tantopiù che la lista dei “piccoli “ incidenti è ininterrotta,
in Francia succedono circa 180 incidenti all’anno (ossia circa un incidente ogni due giorni). Ricordo (tra tutti gli altri), l’incidente alla centrale di Tricastin, l’anno scorso, chiusa per fuori uscita di acqua radioattiva.
Esistono anche rischi non prevedibili per cui certe condizioni di costruzione devono essere rispettate: il rischio sismico (la zona deve avere una bassa probabilità di essere colpita da un terremoto), il rischio climatico ( Il sito deve essere a basso rischio di inondazioni). Il nucleare sicuro non esiste.


B.
Il nucleare è un’energia pulita?


F. Se cosi fosse, non ci sarebbe il problema dei rifiuti radioattivi. Il nucleare è estramente inquinante. Qualsiasi centrale nucleare produce "rifiuti radioattivi". Per rifiuti nucleari si intendono soprattutto il combustibile consumato cosi come tutti quei materiali che, trovandosi nel reattore o nei pressi, sono soggetti a una continua emissione di radiazioni. Dal semplice bullone alle componenti metalliche più grandi (pareti, contenitori ecc.). Al termine del ciclo di vita della centrale nucleare, questi oggetti devono essere trattati come rifiuti speciali da trattare con molta attenzione in quanto fortemente radioattivi, e quindi pericolosi.
Tutti i centri di stoccaggio europei hanno natura "temporanea" per rispondere al criterio di reversibilità delle scelte. Non conoscendo con precisione le conseguenze dello stoccaggio delle scorie radioattive nel tempo, si rende così possibile un loro futuro trasferimento in altri luoghi. Nel caso dei siti geologici questo non sarebbe possibile, i materiali ospitati in cavità sotteranee dovranno restarci definitivamente anche nel caso in cui la scelta del sito si dovessi rivelare sbagliata .In alcuni casi, ad esempio in Francia, i rifiuti nucleari sono ritrattati all'interno delle stesse centrali nucleari per produrre nuovo combustibile rigenerato (cd Mox) da riutilizzare nel reattore.

Concludo dicendo che il Nucleare è già un disastro prima ancora che diventi un problema sotto le nostre case. È il disastro delle Miniere, della produttività, della contaminazione nel terzo mondo (e non solo) per l'estrazione delle materie prime.

Il Nucleare "Civile" NON esiste. La produttività Nucleare è strettamente legata in modo irreversibile a scopi militari ed all'immondo mercato militare condotto in nome del fascismo delle sovranità nazionali.

GRAZIE DI CUORE A FABIENNE PER IL TEMPO CHE MI HA CONCESSO, HA DATO SICURAMENTE A TUTTI DEL MATERIALE SU CUI RIFLETTERE.

mercoledì 1 settembre 2010

ANTEPRIMA AL NUCLEARE





Nucleare SI...

Nucleare NO...
Il nucleare come soluzione alle emissioni di C02...
Il nucleare e l'indipendenza energetica...

A queste ed altre domande ha risposto in un intervista che uscirà domani su Biancheggiando, Fabienne Melmi, coordinatrice nazionale RNA (rete nazionale antinucleare).
Essendo io non molto preparata su questo argomento ho deciso di informarmi per capirne qualcosa in più.

Se anche voi volete saperne di più non perdetevi domani l'intervista a Fabienne Melmi.

FILASTROCCHEGGIANDO

SETTEMBRE



















Settembre, settembrino,
matura l'uva e si fa il vino,
matura l'uva moscatella:
scolaro, prepara la cartella!

Settembre, un mese frizzante fatto per rintanarsi in casa a guardare un film. Per tanti anni ho odiato questo mese perchè rappresentava la fine dell'estate e l'inizio della scuola. Ora invece mi piace moltissimo perchè la mia casa è una calda tana dove mi piace rinchiudermi assieme alle persone che amo... sarò diventata una marmotta?!?!?! Settembre, un uomo sulla sessantina con dei baffetti grigi ed un impermeabile beige. E voi, cosa ne pensate del mese che oggi comincia?!?!
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