mercoledì 30 giugno 2010

PARTY BUS



Party bus ovvero il modo di divertirsi senza correre rischi. Questa idea nata a New York è già una leggenda metropolitana!!! Si tratta di un autobus che durante la settimana (date e orari cambiano sempre) porta la festa su ruote. Una festa che fa il giro della città, una festa di cui tutti parlano anche se pochi sono riusciti a salirci (50 posti), anzi, accaparrarsi un entrata è l'ultima sfida dei nottambuli newyorkesi.




Per salire a bordo bisogna avere 21 anni. All'interno c'è un Dj che mette musica, inoltre si può fumare e il primo giro di birre è gratis! Insomma il Party bus è l'ultima isola felice della Grande Mela, ricordo della libertà assoluta che imperava negli anni 80!!!

Pensate a spostare il tutto in Italia... autobus arancioni con luci psichedeliche e autisti ubriachi!!! WOW!!!

Per chi è in partenza per N.Y. e non volesse perdersi un Party Bus, tutte le informazioni le trovate qui.

martedì 29 giugno 2010

LE PROVOCAZIONI DI MARK REIGELMAN



Quella che vedete nella foto qui sopra non è un angolo della mia casa, si tratta infatti dell'ultima idea di Mark Reigelman mente creativa che mette la sua genialità al servizio degli altri. Mark infatti utilizza spesso la sua genialità per progetti di design sociale.



La sua ultima idea è "Home Sweet" ovvero una maniera davvero originale di arredare la pensilina della fermata dell'autobus, trasformandola in un monolocale. L'idea provocatoria è una denuncia al sempre maggior nuemero di senzatetto ai quali manca sempre più un assistenza adeguata. Reigelman ha realizzato una casa lilipuzziana con tavolo, abat-jour e finestra con tendine!!! In passato aveva fatto già fatto scalpore il suo servizio di posate bite, disegnate come se fossero state prese a morsi. Una protesta contro l'iniqua distribuzione delle risorse alimentari nel mondo.







Altra sua importante iniziativa è stata quella di creare dei fiori di cemento per ricordare che "il verde non è solo un colore". Non c'è che dire, credo che proprio che Mark Reigelman sia un tipo da tenere d'occhio!

Per chi volesse saperne di più www.markreigelman.com

lunedì 28 giugno 2010

IO SONO ACQUA















Io mi considero da sempre un pesce fuor d'acqua, una sirenetta mancata, un bellissima stella marina. Io che amo il mare più di ogni altra cosa, il mare con le sue onde indomabile, il mare calmo e limpido come una mattina di primavera, il mare d'inverno scuro e impenetrabile. Io che passerei la mia vita per mare su una barca a vela con la sola compagnia della mia amata maschera. Il mare, una passione che come sempre devo a mio padre. Una passione coltivata da bambina, a 5 anni già nuotavo e molte squadre mi volevano per fare le gare ma io ho sempre rifiutato, per me il nuoto era puro piacere e non doveva diventare allenamento, sfida. Io che a 13 anni sono diventata un abile raccoglitrice di cozze, io esploratrice di grotte, km e km fatti a piedi solo per fare il bagno in una sperdutissima spiaggia calabrese!!! Io e il mare, io e l'acqua.






















Bene finalmente hanno inventato qualcosa che non può che fare al caso mio: un lettore MP3 che può essere usato sott'acqua senza subirne conseguenze. Leggero e compatto con 2 Gb di memoria è composto da un corpo impermeabile su cui si avvitano le cuffie. I tasti sono affogati nella plastica e a prova di sabbia.

Il lettore è prodotto dalla Nilox e costa 59 euro.















Insomma io non stò nella pelle.... già mi vedo a nuotare sott'acqua al suono di una banda Jazz o a raccogliere cozze con i Baustelle o a fare 100 vasche con i REM.... e chi mi ferma più!!!



domenica 27 giugno 2010

POLAROID MON AMOUR - OGGI

Cosa resta delle Polaroid oggi?
A dire la verità resta tanto, con mia grande sorpresa ho scoperto che gli estimatori di questa bellissima macchina fotografica sono molti ed in molti stanno cercando di fare qualcosa. In Olanda ad esempio un'azienda di nostalgici ha lanciato il movimento "Save Polaroid" nella speranza che qualcuno acquisti l'azienda riattivandone la produzione. Altro tentativo è quello The impossible project attraverso il quale è ancora oggi possibile trovare i rullini per alcuni modelli di Polaroid.
In commercio si trova la Polaroid Pogo, una stampante tascabile immediata che con effetto polaroid stampa la foto che è stata appena fatta con la macchina fotografica mediante collegamento USB o con il BLUTOOTH se proviene dal telefonino. Prezzo sulle 50 euro.







Sempre in commercio c'è una macchinetta digitale di marca Polaroid che consente di stampare foto a colori in 60 secondi, il prezzo si aggira sui 200 euro. Per informazioni ulteriori su questi due modelli andate al sito www.polaroid.com.







Girovagando un pò in internet (cosa rara dato che non ne ho mai il tempo) ho scoperto che la passione per la Polaroid è stata espressa da molti artisti in molti modi. Ve ne mostro due su tutti, spero vi piacciano!!! La prima artista che vi propongo è Lauren Beacham che ha trasformato la sua passione per la Polaroid in oggetti, per la precisione in orecchini, consiglio a tutti vivamente di farvi un giro nel suo blog davvero fantastico!!!





Il secondo artista è Philippe Roucou, designer francese che ha trasformato il suo amore per la Polaroid in bellissimi foulard di seta che riprendono il disegno delle Polaroid. Davvero bellissimi e straordinari.






Voglio terminare il mio viaggio nel mondo di Polaroid mettendovi a conoscenza, sempre che già non lo siate, di alcuni programmi che vi permetteranno di dare l'effetto delle Polaroid alle vostre fotografie. Potete scegliere tra moltissimi programmi gratuiti. Ora non vi resta che scegliere il vostro e divertirvi a con le vostre fotografie. Certo non sarà come avere una Polaroid originale... ma è sempre meglio di niente!!! Ecco alcune mie trasformazioni!!!










Buona polaroika a tutti!!!


sabato 26 giugno 2010

POLAROID MON AMOUR - IERI





















Tre anni fa il mio fotografo di fiducia alla mia richiesta di acquistare una polaroid usata mi sconsigliò vivamente in quanto l'azienda ormai prossima al fallimento avrebbe lì a poco smesso anche la produzione dei rullini come era già accaduto con la macchina fotografica. Io sono rimasta sconcertata, mi sembrava impossibile che fosse finita davvero l'era della Polaroid. Finita la magia del vedere affiorare l'immagine nel quadratino di plastica. 




















A monte del fallimento sta forse il fatto che la magia non stava nell'oggetto in se ma nella gratificazione istantanea del rivedersi, quella magia che oggi troviamo nel display delle macchinette digitali. 



















Questa è la morale triste di una bella storia iniziata nel 1937 ad opera di Edwin H. Land che nel 1948 produsse la prima Polaroid: Model95. L'impresa aumentava i profitti ogni anno grazie anche ad un marketing intuitivo dove ogni nuovo modello veniva spedito in dono ad un grande fotografo con l'impegno di riceverne in cambio qualche foto firmata. Così la Polaroid è diventata prima moda e poi arte. Proprio queste "opere" di Warhol, Hockney etc... verranno messe all'asta per pagare i creditori. 




















Cosa aggiungere ancora? 
Forse che per me il fascino della Polaroid è rimasto intatto e mai sarà superato da un display a colori. In quell'attimo tra uscita e sviluppo c'è tutto un mondo di attesa e curiosità che oggi stà muorendo insieme alle ultime Polaroid.

venerdì 25 giugno 2010

INDOVINA CHI VIENE A CENA





Lo scrittore Jim Haynes ha avuto l'idea davvero originale di organizzare tutte le domeniche delle cene aperte agli sconosciuti, a tutti coloro che desiderino fare nuove amicizie. Jim Haynes è appunto uno scrittore settantaseienne della Louisiana che dal 1978 si è trasferito a Parigi e da allora organizza cene ogni domenica sera.





Secondo alcuni conti approssimativi, già quasi 120.000 persone hanno cenato nel suo appartamento in Rue de la Tombe Issoire. Partecipare è facilissimo, basta inviare una mail a www.jim-haynes.com. Per essere suoi ospiti non bisogna avere requisiti particolari, si è tutti accolti come vecchi amici anche se nel sito viene suggerito di lasciare un contributo di 25,00 euro per la cena. I profitti derivati dalle donazioni verranno poi destinati a vari progetti artistici e sociali.  Insomma, l'affascinante Parigi aggiunge così un altro tassello di originalità, un ulteriore motivo per andare o tornare ancora una volta in questa romanticissima città.

giovedì 24 giugno 2010

THE HOUSE OF HAPPINESS





Io sono come i cornuti... ci ripenso!!! 

"C'era una volta una mamma italiana che mise in tavola per pranzo la coca-cola e senza accorgersene aveva scoperto la formula della felicità...".

Dire che quando l'ho vista sono rimasta allibita è dire poco, mi è venuta la pelle d'oca e ho rischiato di distruggere la televisione con il lancio di una sedia. Io mi chiedo... ma non ci basta farci spappolare il fegato da cibi scadenti? ora ci mettiamo anche la coca-cola a pranzo?!?! Personalmente non ho nulla in contrario nell'utilizzo delle bevande gassate durante feste di compleanno o altre ricorrenze mentre sono assolutamente contraria all'avere quotidianamente in casa bevande gassate. Perchè abituare i bambini fin da piccoli a consuare bevande gassate e zuccherine quando ne berranno già tante una volta cresciuti? 






Tornando alla pubblicità, la cosa spaventosa è che se il messaggio passasse troveremmo bottiglie di coca-cola o di altre bibite gassate sulla maggiorparte delle tavole degli italiani al posto dell'acqua. Subdolo anche il messaggio: coca-cola = felicità.
Forse sarò arretrata ma a casa mia non c'è bisogno della coca-cola per essere felici, lo siamo già tanto lo stesso.   
We are the house of happiness!!!!

mercoledì 23 giugno 2010

TORINO AT HOME





Passando alcuni giorni a Torino non ho potuto fare a meno di entrare nel "covo" di Miss Crumb, la mia creatrice di borse preferita!





Via Mazzini 15, qui abita, espone e crea Misscrumb!
Dietro questo marchio si nasconde Maria Paola, una donna che è un atomo di energia allo stato puro. Nel suo salotto tutto è colore, energia, vita.




Maria Paola è un vulcano, mi racconta del suo ultimo viaggio al film-festival di Taormina dove la cantante Arisa ha indossato una sua borsa e un suo foulard. Piano piano, dietro alla creatrice di borse scopro una donna appassionata di musica con dei gusti molto simili ai miei. Tra gli altri ascolta i Subsonica, i Baustelle e Nicolò Fabi.




Le borse intanto sono in ogni angolo del salotto, sembrano sorridermi con le loro scritte simpatiche e colorate. Non resisto e inizio a toccarle a provarle. Maria Paola sorridendo mi dice di aver fatto portare appositamente quella rossa, la mia preferita!





Mentre sono intenta a toccare e provare i suoi foulard, Maria Paola mi spiega che lei non fa moda, lei produce arte. Creare borse è il suo modo di esprimersi: "è come dipingere un quadro o comporre musica". Proprio per questo è fiera di aver esposto le sue creazioni nello spazio espositivo della Fondazione 107 nell'ambito di Contemporany Art Torino-Piemonte manifestazione all'insegna di musica, arte e moda.



Intanto le mie dita non riescono a staccarsi dai suoi foulard, un bagno di colore e parole che mi stregano.
Quando me ne vado ho la certezza di portare con me qualcosa che non è solo l'eleganza dei foulard o la finezza delle borse ma la consapevolezza di avere incontrato una vera artista: fragile e creativa, determinata e gentile, buffa, timida e solare.


martedì 22 giugno 2010

TORINO ON FOOT

L'ho camminata, l'ho annusata, l'ho sentita Torino.
Una città di gente che lavora, multietnica, popolare nei suoi palazzoni consumati dal tempo e regale nei suoi palazzi, ricordo di un tempo che fu. Una città dalle grandi piazze, dove vivere non costa molto e la gente ti sorride, ti parla, nonostante sia una città del nord è aperta: mi piace Torino, mi piacciono i torinesi.


TORINO E LA VECCHIA SIGNORA




TORINO E I TIPI DA SPIAGGIA





TORINO E I SUOI SCORCI






















TORINO DALL'ALTO

















 







TORINO E IL MUSEO DEL CINEMA




















TORINO E IL GAY PRIDE




































lunedì 21 giugno 2010

TORINO BY TRAIN

 



Quando viaggi scopri che ci sono delle costanti che tornano sempre. Quelle costanti che rendono il viaggiare familiare. In tutte le stazioni, in tutti i treni, trovi il manager con la sua 24ore e portatile aperto sulle ginocchia, indaffarato, elegante, il tempo per lui è denaro, non può permettersi pause. C'è la classica studentessa con gli occhiali e il caschetto che arriva alle spalle. Non ha valigie con se va soltanto a dare l'esame, tornerà con il treno della sera. Poi ci sono i "fighi", i tecnologici, con cellulari super attrezzati e muscoli in bellavista. Per loro il viaggio è una vetrina.




Subito riconosci chi è al suo primo viaggio, glielo leggi nelle mani che frugano sempre alla ricerca del biglietto. I pendolari invece li riconosci dall'aria stanca, dallo sguardo un pò spento, hanno perso la magia del viaggio. All'arrivo poi ci sono le famiglie con al seguito così tante valigie che ti chiedi come siano riusciti a farle entrare tutte sul treno. Ci sono i fidanzati che si corrono incontro, si salutano un pò imbarazzati, si stringono teneramente. Ci sono le amiche, quelle vere, quelle che uno sguardo e una manata sulla spalla cancellano anni di lontananza lasciando intatta la stima.





E in mezzo a tutto questo IO, quella che si riconosce dallo sguardo timido e curioso, dallo scrivere incessante su un quadernetto, dalla macchina fotografica al collo, dal sorriso stampato sul volto, dal foulard e dalle scarpe da ginnastica, dalla borsa consumata, compagna inseparabile dei viaggi di una vita.



Una a cui piace viaggiare da sola perchè sa chi l'attende al ritorno.




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