sabato 30 maggio 2009

MAGGIO DEGLI AQUILONI

DUE MESI DI BLOG



















Nati per allietare i membri della Corte Imperiale cinese del 1° millennio, gli aquiloni giungono a noi messaggeri di speranza, un aquilone che si libra nel cielo è da sempre simbolo di libertà, di pace, di spensieratezza, il simbolo del desiderio ancestrale dell'uomo di poter volare.
E' dal 1984 che tutti gli anni nel Parco Regionale del Lago Trasimeno, ai piedi di Castiglione del Lago, nei primi giorni di maggio si tiene la manifestazione "Coloriamo i cieli": una festa di colori, di aquiloni, di mongolfiere e ludobus, con possibilità di escursioni a piedi, a cavallo e in mountain-bike. Un occasione di conoscenza e di incontro per tutto quello che è tutela ambientale. Inoltre all'interno del Palazzo della Corgna è stata allestita una mostra di aquiloni che ha per tema i "Quadri Volanti". Questi aquiloni sono stati realizzati utilizzando due tecniche: la prima dipingendo gli aquiloni come fossero dei quadri; la seconda propone invece degli aquiloni ottenuti tagliando e cucendo diversi pezzi di stoffa ispirati a quadri famosi.


Per ulteriori informazioni visitate il sito www.coloriamoicieli.com


sabato 23 maggio 2009

PIETRO PECORARI




E' iniziata sabato scorso alla Rocca Paolina la mostra pittorica di Pietro Pecorari, che vive e lavora nell'ex convento di San Martino, un antico convento francescano che sorge poco a nord di Selci-Lama paese dell'Alta Valtiberina al confine tra Umbria e Toscana. Ho avuto la fortuna in più occasioni di passare qualche giorno al convento. L'atmosfera che si respira è davvero surreale, sembra di tornare indietro nel tempo. L'ex convento è circondato da mura e al suo interno c'è il fiorente giardino tenuto dalla signora Pecorari la quale si è specializzata nella coltivazione delle rose e a primavera è uno spettacolo di immagini e profumi. Al pian terreno dell'edificio sulla sinistra c'è un ampio salone che ospita l'esposizione permanente dei quadri di Pecorari e se si è fortunati è possibile fare un giro guidato con l'artista. Salendo in casa il fascino aumenta, il convento ti avvolge con i suoi muri di pietra i camini e le iscrizioni in latino. Dalla finestra della mia camera potevo ammirare il giardino e al di là delle mura la pianura. Nello studio accanto alla stanza degli ospiti lavora Pietro Pecorari, più che studio lo definirei un ripostiglio per le sue dimensioni, ma caldo, luminoso e pieno di colore. Ho avuto la possibilità di vedere il pittore al lavoro: lui se ne stà lì dalle prime ore del mattino fin verso sera, uscendo solo per il pranzo. Se ne stà li a dipingere con la finestra spalancata su una natura rigogliosa, ascoltando musica classica, musica che lui trasforma in colore. Con i suoi quadri tratta numerosi temi: la natura, il concerto, la metamorfosi, la religiosità, la drammaticità dei giorni.










La mostra, intitolata "L'organizzazione tematica dei temi più salienti della nostra vita", è ospitata nella sala ex Bookshop presso la Rocca Paolina a Perugia dal 19 al 31 maggio 2009. E' aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00. L'ingresso è gratuito.

Per altre informazioni visitate il suo sito: www.pietropecorari.com

sabato 16 maggio 2009

ADA NEGRI
















ADA NEGRI (1870-1945)

Nasce a Lodi nel 1870 da una famiglia molto umile. Passa un infanzia solitaria nella loggia da portiera dove lavora la nonna. Presto orfana del padre, riesce a studiare grazie ai sacrifici della madre e diviene maestra elementare in un paese vicino a Milano. Nel 1896 sposa Federico Garlanda da cui nel 1904 ha Bianca, sua unica figlia. Pochi anni dopo i due si separano. Successivamente ha una relazione tormentata con un altro uomo, esperienza descritta dalla scrittrice nel libro di poesie "Il libro di Mara". Notata per le sue poesie sociali pubblicate nel 1897 raggiunge di colpo la fama per un volumetto di versi,
"Fatalità" del 1892. La sua opera narrativa più notevole è il romanzo autobiografico "Stella Mattutina" del 1921. Vince il premio Mussolini dell'Accademia d'Italia, di cui nel 1940 è chiamata a far parte. Muore a Milano nel 1945.


GIORNO DI FESTA

Anima stanca, andiam dunque in letizia
per le strade e le piazze, oggi ch'è festa.
Le piccole operaie han tutte in testa
un fiore, e in bocca un riso di delizia.

Ridono al sol d'autunno che riversa
carezze d'oro sugli ippocastani,
ai davanzali rossi di gerani,
alla gente che passa, all'aria tersa.

Non sei dunque tu pure un'operaia
che agucchia sulla tela il suo destino?
Oggi con esse mettiti in cammino,
cantando qualche canzonetta gaia.

Le campane del vespro han le parole
di pace che in lontani tempi udivi:
quando, fanciulla ancor, pei verdi clivi
del sogno errasti a cogliere viole.

E' così dolce vivere il momento
felice, con ingenua contentezza!
Chi te lo toglie, il filtro di bellezza
che adesso bevi come bevi il vento?

Lo so: giostra, fanfara, lotteria,
le arance a un soldo, il ballo popolare.
Tutto questo, lo so, forse è volgare.
Stà fra i semplici il gaudio, anima mia!

Nessuno mai ti darà gioia come
l'agil popolo tuo ch'è si fanciullo
nell'amore, nell'odio e nel trastullo,
né chiede, per sorriderti, il tuo nome!

Segui la giovinetta che s'oblia
nel passo, a fianco del suo forte amante,
e gli s'appoggia, flessile, allacciante,
sussurrando una tenera follia:

va come il fiume verso la sua foce;
va come il sogno verso la sua stella;
fatti ogni giorno una bontà novella,
anima stanca, e canta fin che hai voce!

sabato 9 maggio 2009

NOEL MARIE





















NOEL MARIE (1883-1967)

Marie Noel (pseudonimo di Marie Rouget), nasce nel 1883 a Auxerre in Borgogna, figlia di un professore di filosofia ha una vita difficile segnata dalla morte del fratello minore, dalla crisi di fede, da un amore di gioventù deluso e dall'aspettativa di un grande amore che non arriverà mai. Pubblica il suo primo libro di versi a trentasette anni, la sua poesia è molto apprezzata. Marie Noel vive in solitudine, isolata sempre più disperatamente in una sorta di ascesi religiosa. Muore nel 1967 a Auxerre città che non ha mai abbandonato.



FONTE

Gli altri sono gente,
gli altri sono donne,
le mani piene di denaro,
piena l'anima di felicità.

Invece io sono una Fonte
nel bosco che non sa,
sono l'acqua che nessuno
beve nella corsa.

Sono l'acqua che zampilla
dall'ombra. La dolcezza
che al segreto sottobosco
porta la sua infelicità.

L'acqua nata prima del giorno
perchè nel secco della terra
al suo limpido amore
un cuore si disseti.

L'acqua pallida, che più tardi
della sera scorre ancora.
L'acqua che ogni lacrima
di un infelice sguardo implora.

Sono l'acqua di oggi
e di domani che sgorga
per raggiungere colui
che non ha bisogno di lei.

Sono l'acqua che si perde
invano viva, invano pura,
invano buona, attraverso
solitaria verzura.

Sono quella che corre
perchè infine la sua Acqua muoia,
la Fonte che sempre
avrà la sete e il pianto.

sabato 2 maggio 2009

EDGAR DEGAS


Questa settimana in cui ricorre "un mese di blog" volevo condividere con voi il quadro di Degas: "Le ballerine":





perchè a volte certi quadri sono come una poesia;
perchè a volte certi quadri suscitano emozioni profonde;
perchè a volte certi quadri risvegliano immagini e ricordi lontani.


Leggerezza e movimento,
femminilità e forcine,
inadeguatezza e chignons,
Irene,
un ciondolo e Parigi.

questo è ciò che sono per me le ballerine di Edgar Degas.



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