domenica 19 aprile 2009

GERARD D'HOUVILLE




















GERARD D'HOUVILLE (1875-1963)

Marie Louise Antoniette de Hérédia nasce a Parigi, il 20 dicembre 1875: il padre è José-Maria de Heredia, poeta e accademico di Francia, nato a Cuba nel 1842. Fin dall'infanzia è abituata a frequentare poeti e scrittori, Lecomte de Lisle, Anna de Noailles, Paul Valèry; scrive i primi versi nella Bibliothèque de l'Arsenal, di cui suo padre è direttore.
Sceglie lo pseudonimo di Gerard d'Houville, nome di un suo antenato, e pubblica dal 1884 delle poesie sulla Revue des Deuz Mondes. Il suo primo romanzo, L'Incostante, appare nel 1903.
E' un romanzo autobiografico, dal momento che la sua vita sentimentale è assai movimentata, e lei stessa incarna quel modello femminile perfetto per l'epoca in cui vive: la Belle Epoque.
Sposa lo scrittore Henry de Règnier, ma diventa l'amante del suo migliore amico, lo scrittore Pierre Louys, dal quale ha un figlio; colleziona amanti, tra i quali nel periodo 1914-1921 Gabriele d'Annunzio. Nel 1918 è la prima scrittrice a ricevere il Grand Prix du Roman de l'Acadèmi e Francais per l'insieme della sua opera. Marie de Régnier muore a Parigi il 6 febbraio 1963.


IL VESTITO AZZURRO

Ve ne ricordate, Madre dal viso così bello,
Madre mia dalle braccia bianche, ve ne ricordate?
quando ero stata troppo a lungo triste e saggia,
mi prendevate un pò, la sera, sulle ginocchia.

Portavate qualche volta un vestito molto azzurro
in raso d'Oriente che ricamavano dei voli d'oro;
tutto un golfo d'Asia vi ondeggiava dietro
e i miei sogni di bambina sono ancora lì cullati.

Fumavate... e l'odore del trasparente fumo
veniva a mescolarsi al vostro cangiante profumo;
e io vi respiravo, o madre mia dei balsami,
la fronte nascosta tra i capelli pesanti bruni.

Come sapevate di buono, o madre noncurante!
Eravate, tenebrosa e piena di chiarore,
simile a qualche onda cupa e lenta
che guarda oscuramente gli astri dell'estate.

Eravate il viaggio e tutti i suoi stupori,
e il vostro vestito azzurro e l'oro e le sue pieghe
tropicali, vi bagnava e vi faceva uguale
a qualche grande nave dal femmineo rollio.

Eravate partire con nostalgica speranza
e il porto palpitante nelle sue tranquille acque;
i vostri seni arrotondavano gli odorosi promontori
dove le vostre maniche volavano come indolenti uccelli.

E' così che ho visto isole felici,
lo strano incanto di notturni paesi...
Madri dalle dolci mani, madri voluttuose,
aprite al vostro figlio i primi paradisi.

Perchè poi, deluso dai piaceri del mondo,
sappia che una volta, legato al vostro cuore,
per l'intima profonda forza dei vostri fianchi,
era giunto alla nera sponda dove tutto è oblio.

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