domenica 18 febbraio 2018

HEYDAY



Le spa Heyday di New York, funzionano ad abbonamento, esattamente come le palestre. Propongono a seconda della tessera che i soci acquistano, uno o due trattamenti al mese. Si può scegliere tra sedute di ogni tipo prenotando comodamente on line. Insomma, oltre ad allenare i muscoli ora potremo anche prenderci maggiormente cura della nostra pelle!



sabato 17 febbraio 2018

DIMPLEPLASTY




Se un tempo i bisturi della chirurgia estetica avevano a che fare con rughe e cedimenti del viso e a ricorrervi erano le ultra quarantenni, ora, che l'età si è abbassata ci ritroviamo nell'era creativa dell'intervento estetico. E' nata ad esempio la dimpleplasty, una tecnica che permette di ricreare i "buchetti" che si evidenziano con i sorrisi. La tecnica però richiede un'ottima conoscenza dell'anatomia umana, molta esperienza e abilità. Il rischio infatti di deformazioni difficilmente correggibili è alto. Pronte a "buchettarvi" tutte?!?!?!


venerdì 9 febbraio 2018

DA DOVE LA VITA E' PERFETTA



Quando mi capita di fare un viaggio ritrovandomi a passare vicino alle periferie delle grandi città resto sempre sconvolta davanti ai casermoni grigi, infiniti lumaconi che cadono a pezzi, senza terrazze e che a me ricordano gli ospedali. Palazzoni tristi senza un filo di verde, senza niente che renda umana l'esistenza e addolcisca il cuore, solo dormitori per km e km. Così ogni volta mi sale l'angoscia e una rabbia sorda per chi li ha disegnati, per chi ha voluto solo il grigio e il nulla di una disperata desolazione. Poi ogni volta ecco che mi ritrovo a pensare se fossi nata lì, dentro uno di quei casermoni, come sarebbe stata la mia vita, cosa ne avrei fatto della mia adolescenza, della mia infanzia. Come avrei fatto ad evitare di prendere una strada sbagliata, una via facile per uscire da lì, come avrei fatto a non odiare fin nel midollo chi nasceva in altre parti, chi aveva una casa vera e cento milioni di possibilità da giocarsi. Mi si stringe sempre forte il cuore e provo ad immaginare le storie, la quotidianità, ma poi la macchina procede veloce ed il paesaggio cambia e io mi dimentico di immaginare. Questa è la differenza tra una persona qualunque e uno scrittore. Lo scrittore, non smette mai di immaginare e quando la testa è piena inizia a scrivere e alle volte escono libri come quelli di Silvia Avallone dove trovi quello che per anni hai immaginato tu, narrato magistralmente, che non puoi fare a meno di leggere alla velocità della luce per poi scoprire arrivata quasi alla fine che non ce la puoi fare a separarti da loro, dai personaggi, ed inizi a centellinarne le pagine sperando di non arrivare mai alla fine. 


mercoledì 31 gennaio 2018

MASKULL LASSERRE



Quando ero piccola e a Perugia ancora faceva la neve, con mio padre, me ne andavo in giro nella campagna intorno casa a cercare le orme degli animali. Immaginate se a quei tempi qualcuno che passava prima di me avesse indossato le scarpe di Maskull Lasserre!!!



Secondo me è un idea geniale!!!

sabato 27 gennaio 2018

EDNA ST. VINCENT MILLAY



EDNA ST. VINCENT MILLAY (1892-1950)

Edna era figlia di una bambinaia, Cora Lounella, e di un insegnante di scuola, Henry Tollman Milla. Dopo il divorzio dal marito, la madre Cora con le tre figlie, Edna, Norma e Kathleen, si spostavano di città in città vivendo poveramente. Quando Edna scrisse il suo primo poema, che le avrebbe dato la notorietà, la famigliola era sistemata in una piccola casa di proprietà di una zia di Cora, a Camden, nel MaineLe tre sorelle erano molto indipendenti e dicevano ciò che pensavano, il che non sempre piaceva alle autorità con le quali ebbero a che fare nella loro vita. Alla scuola media superiore di Edna sviluppò il suo talento letterario, iniziando a scrivere sulla rivista letteraria della scuola e all'età di 14 anni vinse il premio St. Nicholas Gold Badge per la poesia ed a 15 vide pubblicate le sue poesie su di una popolare rivista per ragazzi. A scuola ebbe numerose relazioni con altre donneDopo aver conseguito il diploma di scuola media superiore, Edna si trasferì a New York, ove nel 1924 fondò, insieme ad altri, il Cherry Lane Theater. Edna era palesemente bisessuale. La fama di Edna iniziò nel 1912 quando pubblicò il suo poema Renascence. Nel gennaio 1921 si recò a Parigi ove fece amicizia con la scultrice Thelma Wood. Nel 1923 vinse il Premio Pulitzer per la poesia con The Ballad of the Harp-Weaver. Fu la terza donna a vincere tale premio. In quello stesso anno Edna sposò il quarantatreenne Eugen Jan Boisseva, che appoggerà la carriera della sua seconda moglie, facendosi carico dei problemi domestici. Sia Edna che Eugen Jan tuttavia ebbero altri amanti durante i loro ventisei anni di matrimonio. Per Edna una relazione significativa fu quella con il poeta George Dillon, che lei aveva incontrato in occasione di una sua lezione all'Università di Chicago nel 1928, quando Dillon era ancora uno studente. Si trattava di un amante di quattordici anni più giovane di lei. Nel 1925, Boissevain e Millay acquistarono Steepletop, una ex fattoria di 257 ettari ad Austerlitz, qui la coppia costruì una rimessa, uno studio ed un campo da tennis. Edna coltivava le sue verdure in un piccolo giardino. Edna Millay morì in casa il 19 ottobre 1950: cadde sulla scala interna e fu ritrovata circa otto ore dopo la morte. Il referto medico parlò di infarto miocardico acuto dovuto ad un'occlusione alle coronarie.


SO QUEL CHE VOGLIO E HO FATTO LA MIA SCELTA

So quel che voglio e ho fatto la mia scelta;
il mio destino non sei tu a deciderlo:
che tu mi ami o no, non ha importanza,
alla fine, di me rispondo io.
La tua presenza, i tuoi favori, tutto
ciò che m'hai dato, adesso puoi riprenderti:
c'è tra la tua bellezza ed il mio cuore 
qualcosa che non riuscirai a confondere,
né a tradire. Vorrei che tu capissi 
che nel mio più segreto desiderio
sogno sempre il tuo bacio; ma non chiesero 
di bere ancora quelli che languivano
nei deserti del Sud; puoi benedirmi,
ma non piegarmi dopo avermi amata.

venerdì 26 gennaio 2018

FOOD FOR SOUL



Food for Soul nasce come proseguo naturale dell’operato del Refettorio Ambrosiano a Milano, un progetto ideato da Massimo Bottura, in risposta al tema lanciato da Expo2015: “Nutrire il pianeta”. Qui designer e artisti rinomati hanno contribuito a trasformare un teatro abbandonato nella periferia di Milano in un ambiente luminoso e suggestivo. Più di 65 chef da tutto il mondo hanno preso posto ai fornelli per convertire il surplus alimentare proveniente dai padiglioni in pasti caldi e nutrienti, serviti ai senzatetto e i bisognosi dell’area. 




Food for Soul è stata istituita per replicare il modello del Refettorio in più città e istituire progetti correlati che potessero contribuire ad accrescere la consapevolezza su spreco alimentare e isolamento sociale. L’associazione no-profit è stata presentata ufficialmente da Massimo Bottura ad Aprile 2016. Da allora ad oggi sono stati serviti più di 16.100 pasti gratuiti, che includono 48.300 piatti con il coinvolgimento di più di 210 chef, internazionali e locali, che hanno cucinato pro-bono nelle mense comunitarie ed interessato circa 600 volontari che hanno offerto il loro tempo e le loro energie per servire pasti e offrire un'esperienza unica salvando 25 tonnellate di surplus alimentare, trasformandolo in pasti caldi e nutrienti.




Food for Soul non è un progetto di beneficenza: è un progetto culturale. Oltre a essere una fonte di nutrimento, la condivisione di un pasto è anche un gesto d’inclusione. I progetti si basano su tre assunti fondamentali: RENDERE VISIBILE L'INVISIBILE, tutti i pasti sono cucinati con ingredienti ricavati dalle eccedenze alimentari donate dalla grande distribuzione e dai piccoli e medi produttori. ETICA ED ESTETICA SONO UNA COSA SOLA, i Refettori si nutrono di contaminazioni d’arte, design e bellezza, ricreando ambienti che siano d’ispirazione per gli ospiti e per la comunità intera. Per questo, si raccolgono fondi per ristrutturare spazi abbandonati in aree periferiche o marginalizzate coinvolgendo architetti, artisti e designer che donano il loro contributo alla realizzazione dello spazio. Offrire un pasto è un gesto di inclusione. I nostri volontari servono gli ospiti direttamente al tavolo affinché possa crearsi prima di tutto un contatto umano. In un’ottica più estesa, miriamo a costituire i Refettori come centri culturali di riferimento per le comunità coinvolte, dove possano crearsi legami solidali attraverso tutte le fasce sociali.

Da questa esperienza nasce “Theater of Life”, un documentario del regista canadaese Peter Svatek, che ha scelto di raccontare la storia del Refettorio Ambrosiano attraverso i ritratti degli chef che si sono avvicendati in cucina, e quelli di sei ospiti con cui hanno condiviso il pane.



mercoledì 24 gennaio 2018

ANIMALIA



Sono appena usciti i primi titoli di Animalìa, una nuova collana firmata Nottetempo. Il progetto prevede la pubblicazione di una serie di monografie dedicate al mondo animale, con ritratti e curiosità sul rapporto tra l’animale e l’immaginario dell’uomo. Le due pubblicazioni che inaugurano la collana sono il Gatto di Katharine M. Rogers e il Fenicottero di Caitlin R. Kight, seguiranno poi le monografie sul lupo, sul falco e sull'asino. Agili e curiose monografie dalle copertine colorate che raccontano con grazia un animale e il suo rapporto con l'arte, la letteratura e il cinema.
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sabato 20 gennaio 2018

MARIE LUISE KASCHNITZ




MARIE LUISE KASCHNITZ (1901-1974)

Discendente da nobile famiglia alsaziana, libraia a Weimar e a Monaco, esercitò la stessa professione a Roma, dove conobbe l'archeologo viennese G. von Kaschnitz-Weinberg, che sposò nel 1925 e accompagnò poi in tutti i suoi viaggi di studio. La sua poesia, fortemente autobiografica, mira a coniugare severità di forma e problematica moderna e affronta la crudeltà della guerra e del dolore senza cedere a patetismi. Il suo primo romanzo è del 1933 mentre la prima raccolta poetica è del 1947. Nel 1970 riceve il premio Hebbel, morirà a Roma nel 1974. Nel panorama della lirica tedesca del Novecento, la parola poetica di Marie Luise Kaschnitz si distingue per aver saputo esprimere la consapevolezza della della realtà senza mai cedere di fronte alla devastazione e al mistero del dolore, alla tentazione del silenzio o di un indecifrabile ermetismo. La quotidianità della seconda guerra mondiale e alcuni anni dopo, la morte del marito, furono esperienze di vita che segnarono profondamente l'evoluzione della lirica della Kaschnitz verso toni e forme di grande modernità. 


L'IMPERDIBILE


Roma. Veduta notturna.

mura brunoazzurre
travature illuminate
e i cedri
dalle cime sghembe
contro il cielo più chiaro.
Immagini imperdibili. Così 
scorreva sul Danubio la corona
di fiori settembrini
a memoria dei suicidi
fiammeggiante verso la foce. Così
cadevano le gocce intrise di luna
dal remo
quando tornavamo al porto
e cercavamo giù nel fondo
nell'acqua nerochiara
i mercanti dei morti.

mercoledì 17 gennaio 2018

BABY LIFE




I genitori di oggi, quelli della mia generazione amano fare ai propri figli regali tecnologici. Ricevere a cinque anni cellulari, tablet è ormai una cosa all'ordine del giorno. E così ti ritrovi sempre più circondato da bambini con i nasi attaccati a questi arnesi che li isolano dagli altri. Non capirò mai perché noi quarantenni siamo così presi da questa fretta di fornire i nostri figli di tecnologie che non sanno usare in maniera corretta, faranno in tempo crescendo ad usarli e ad abusarne. Ecco perché io amo i giochi che stimolano la fantasia come quelli della ditta tedesca Gommini che con i loro prodotti regalano momenti di gioco spensierato e fantasioso ai nostri bambini.




In particolare mi piacciono molto i personaggi della famiglia salterina: Albertine, Camina e Rupert fatti in cartone. Tutte le parti possono essere dipinte e auto assemblate. I bambini potranno decorare e colorare a piacimento i personaggi. 


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